Dopo l'esplosione in via Longo, Bergamo ha risposto con una rete di aiuti scattata nel giro di poche ore. Mentre il boato risuonava ancora nei racconti di mezza città, istituzioni, privati e parrocchia si sono mossi per garantire un tetto a chi, nella notte, non ha potuto rientrare nella propria abitazione.

GLI SFOLLATI - Il numero delle persone da sistemare è cresciuto con il passare delle ore, di pari passo con le verifiche dei Vigili del fuoco, che hanno controllato una scala dopo l'altra e un appartamento dopo l'altro danni e agibilità. A tarda sera il bilancio parlava di una ventina di residenti costretti a trascorrere la notte lontano da casa. Alcuni hanno trovato rifugio da parenti, altri non avevano alternative: per loro è entrata in gioco la macchina dell'accoglienza.

IL GESTO DI ORIOCENTER - Un contributo decisivo è arrivato dal direttore del centro commerciale, Ruggero Pizzagalli, che si è mosso in prima persona appena saputo dell'accaduto: «Quando ho letto la notizia mi sono attivato personalmente per cercare delle camere che potessero ospitare le persone che rischiano di non avere un posto dove dormire». Il manager ha raccolto la disponibilità di quattro strutture – NH Orio, NH Bergamo, Hotel Excelsior San Marco e Radisson – e l'ha girata all'amministrazione comunale, annunciando che il costo dei pernottamenti sarebbe stato sostenuto da Oriocenter Solidarietà, come riporta L'Eco di Bergamo nel ricostruire le ore successive allo scoppio.

IL COMUNE IN PRIMA LINEA - Sul posto, per diverse ore, è rimasta l'assessora alle Politiche sociali Marcella Messina, impegnata a verificare la disponibilità delle strutture ricettive cittadine. Poco prima delle 22 descriveva così il lavoro in corso: «Stiamo cercando di capire se possono andare in casa a prendere le loro cose e poi, per chi ha bisogno, stiamo cercando sistemazioni per dormire». A quell'ora le risposte positive erano quelle dell'NH e del Central Hostel di via Ghislanzoni, con le prime tre camere destinate agli inquilini di una sola scala: un'operazione condotta passo dopo passo, chiusa con un ringraziamento pubblico al direttore di Oriocenter.

LE CAMERE A DISPOSIZIONE - Il conteggio aggiornato a fine serata comprendeva una tripla all'NH di Orio al Serio, una singola all'NH di Bergamo, due doppie all'hotel San Marco Excelsior e altrettante al Radisson Hotel di ChorusLife, oltre ai posti offerti dal Central Hostel. Una soluzione per tutte le famiglie che ne avevano bisogno.

IL PARROCO DI BORGO SANTA CATERINA - Tra le persone accorse c'era anche monsignor Pasquale Pezzoli, parroco di Borgo Santa Caterina, che ha trovato un quartiere scosso anche per la sorte dei feriti: nove in tutto, due dei quali in codice rosso e trasferiti in elicottero a Milano e Verona, mentre per gli altri non si registrano preoccupazioni. Il sacerdote si è fermato ad ascoltare i residenti, molti dei quali richiamati dal boato anche da fuori zona, e ha visto nella risposta di famiglie e Comune un primo segnale di serenità ritrovata. Senza nascondere il proprio smarrimento: «anche io ero un po' incredulo di fronte a quanto accaduto».

UNA CITTÀ CHE SI STRINGE - La paura resta, così come l'attesa per i due feriti più gravi. Ma nella notte più lunga, nessuno è stato lasciato solo.

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Sezione: TANEWS24 / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 06:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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