Il Football Ambivere porta il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, sulle nuove divise del proprio settore giovanile. La società bergamasca ha scelto di affidare quel messaggio al petto dei suoi ragazzi, perché viaggi con loro ogni fine settimana, su ogni campo, ben oltre la ricorrenza di una giornata dedicata.

IL 1522 SULLE MAGLIE - L'introduzione sarà graduale: il numero comparirà via via che le vecchie maglie verranno rimpiazzate, fino a coprire l'intero vivaio. A indossarlo saranno circa cento giovani calciatori, impegnati ogni weekend tra partite casalinghe e trasferte. Un'iniziativa che non nasce dal nulla, ma raccoglie il testimone di quanto già sperimentato dal Volley Ambivere, con l'intento di trasformare il rettangolo di gioco in un luogo di educazione al rispetto e di contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione.

UN'EDUCAZIONE DI TUTTI I GIORNI - Il senso del progetto lo spiega Simone Farina, ex presidente del club, che insiste sulla necessità di non relegare questi temi a un'occasione isolata: «L'idea è fare in modo che l'educazione su queste tematiche diventi quotidiana, ancora più in una società calcistica prevalentemente maschile come la nostra». Una consapevolezza tutt'altro che scontata in un ambiente – come racconta L'Eco di Bergamo – in cui il pallone resta ancora in larga parte territorio dei maschi.

GLI STEREOTIPI DA SMONTARE - L'obiettivo è lavorare lungo tutta la stagione anche sui pregiudizi che continuano a circondare il mondo dello sport. Farina porta un esempio concreto: «Capita ancora di vedere, per esempio, arbitri donne insultate partendo dal pregiudizio che non possano capirne di calcio». È il preconcetto che ancora accompagna le donne con il fischietto, e che rischia di passare dagli spalti ai più giovani se nessuno lo spezza in tempo. Da qui anche la volontà di avvicinare un numero crescente di bambine e ragazze al calcio.

L'INCLUSIONE IN CAMPO - Il percorso del club guarda però anche ad altre frontiere. Grazie alla collaborazione con Sport Ability Roccaraso, realtà che promuove il calcio per non vedenti, alcuni ragazzi hanno potuto provare una seduta di calcio B1 con gli occhi bendati. Un'esperienza che, nelle parole dell'ex presidente, ha insegnato prima di tutto il valore della comunicazione tra compagni: «È un modo per sviluppare capacità comunicative e percettive, ma anche per far vivere ai ragazzi un'esperienza inclusiva e mostrare che la disabilità non è un limite».

UN MESSAGGIO CHE CRESCE - Quattro cifre cucite su una maglia non cambiano il mondo da sole. Ma ripetute ogni domenica, davanti a compagni, avversari e famiglie, possono diventare un'abitudine. Ed è da lì che comincia il rispetto.

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Sezione: Altre news / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 15:46
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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