L'avvio di Cristiano Giuntoli in casa Atalanta è stato tutt'altro che brillante, e il caso Mario Gila ne è già diventato il simbolo. Il nuovo direttore sportivo nerazzurro, chiamato a cancellare la deludente parentesi juventina, ha commesso un passo falso di mercato che ha spalancato la porta al Milan, beffando la Dea proprio sul più bello.
L'OMBRA DELLA JUVE - Giuntoli è approdato a Bergamo con un po' di ruggine addosso. Ha scelto un grande club, quello in cui la famiglia Percassi ha scritto — e vuole continuare a scrivere — pagine indelebili, ma deve dare il meglio per archiviare l'amara esperienza alla Juventus, dove John Elkann ha rinunciato al suo contributo dopo appena un anno: un colpo pesante per chi quella svolta l'aveva a lungo invocata. Il discorso si estende al suo gruppo di lavoro, a partire da quel Pompilio chiamato a dimostrare di essere ancora l'illuminato collaboratore dei tempi di Napoli, dopo un passaggio in bianconero privo di tracce, risucchiato nella mediocrità generale.
IL PASSO FALSO SU GILA - Ed è proprio sul mercato che è arrivato il biglietto da visita meno rassicurante. La trasferta romana di giovedì scorso in casa Lazio – come rivela Alfredo Pedullà sul proprio blog – si è trasformata in un boomerang: il dirigente non aveva infatti messo al sicuro, a monte, l'intesa con Gila e con chi ne cura gli interessi. Così, raggiunto l'accordo di massima con i biancocelesti — 22 milioni più 3 di bonus —, è arrivata la doccia fredda: il Milan si era inserito, offrendo al giocatore un trattamento economico più ricco. Un ingaggio pesante, certo, ma non l'unica ragione del sorpasso.
L'ERRORE DI VALUTAZIONE - Alla base del pasticcio, una lettura sbagliata del quadro. Giuntoli ha trattato con la Lazio convinto di essere l'unico pretendente per lo spagnolo, immaginando un Napoli tagliato fuori dall'impossibilità di acquistare senza prima cedere, e ritenendo che bastasse presentarsi per primo al club proprietario del cartellino per mettere in cassaforte l'affare. Un errore grave, di quelli che sul mercato si pagano cari.
ORA TOCCA AL MILAN - A raccogliere i cocci ci ha pensato il Diavolo, oggi fiducioso di chiudere la pratica anche a costo di aggiungere qualche milione di bonus, pur di consegnare un centrale di livello a Rúben Amorim. Un sorpasso che, per la Dea, brucia doppiamente.
Resta, per il neo direttore sportivo, la necessità di voltare pagina in fretta. Perché il nuovo corso costruito con Sarri nasce con ambizioni troppo alte per potersi permettere altri passi falsi come quello sul mercato dei difensori.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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