La Juventus prepara la cessione di Koopmeiners a meno della metà di quanto lo pagò all'Atalanta. È la prova, a posteriori, di un'arte in cui Bergamo eccelle: capire quando un giocatore vale di più. E quando, invece, conviene tenerlo

Nel calcio si parla molto di acquisti e poco di cessioni, eppure è lì che si misura una società. La notizia che la Juventus sia pronta a cedere Teun Koopmeiners per una cifra tra i 22 e i 25 milioni, due anni dopo averlo pagato più di 51, racconta una storia bianconera. Ma a Bergamo ne racconta un'altra: quella di un club che ha venduto il suo capitano nel momento esatto in cui valeva di più, resistendo a settimane di pressioni e ottenendo quello che chiedeva.

Non era un'operazione scontata. L'olandese arrivava dalla stagione della doppia cifra, era il cuore della squadra che avrebbe poi vinto l'Europa League, e il tifoso avrebbe voluto tenerlo. La società fece un calcolo diverso, e il tempo le ha dato ragione. Lo stesso calcolo ha portato in estate a cedere Ahanor per 46 milioni dopo una sola stagione e a lasciar partire Marco Palestra, mantenendo comunque i 449 milioni del valore della rosa tra i più alti della Serie A.

Poi ci sono le scelte opposte, che contano altrettanto. In estate il club ha fissato a 50 milioni il prezzo di De Ketelaere e se lo è tenuto; domenica ha rinnovato Scalvini fino al 2031, respingendo le offerte della Premier. Vendere al momento giusto significa anche capire quando il momento non è ancora arrivato. È il lavoro che il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha ereditato e che dovrà continuare, con un mercato di gennaio che si apre prima del solito.

Koopmeiners a Torino vale la metà, De Ketelaere e Scalvini a Bergamo valgono il futuro: la differenza la fa chi sa leggere il tempo.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Calciomercato / Data: Gio 01 ottobre 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture