Le parole più significative della domenica di Torino non le ha dette l'allenatore. Cristiano Giuntoli, ai microfoni di Sky Sport, ha detto che la sua testa è completamente all'Atalanta, chiudendo ogni discorso sul suo passato juventino, e poi ha aggiunto la frase che a Bergamo verrà ripetuta per settimane: al tecnico daranno il tempo che serve. Una garanzia pubblica, arrivata prima del fischio d'inizio e confermata dal silenzio della società dopo il 2-0.

IL CONTESTO - Il direttore sportivo ha scelto Maurizio Sarri in estate, dopo la risoluzione con Palladino, e ha costruito attorno a lui una rosa che a Torino, secondo diversi osservatori, era superiore a quella bianconera per valore dei singoli. Tre sconfitte consecutive, un solo gol nelle ultime tre gare e l'undicesimo posto sono il risultato che il progetto non aveva previsto per settembre. La frase di Giuntoli è la risposta preventiva alla domanda che Torino ha reso inevitabile: la difesa del tecnico è la linea del club.

COSA SIGNIFICA - Il tempo, nel calcio, ha un prezzo che si misura in punti. La società ha detto, per bocca di Sarri, di non fissare obiettivi a breve; Giuntoli ha detto che l'orizzonte è lungo. Ma dopo la sosta arrivano otto partite in ventiquattro giorni, e ognuna sposterà la classifica: se il tempo concesso è quello di un progetto, la dirigenza dovrà accettare che ottobre possa non portare risultati; se è quello di un'attesa, la scadenza è più vicina di quanto la frase lasci intendere. La parola costruzione ha ora anche la firma del direttore.

LE VOCI CRITICHE - Non tutti condividono la pazienza. Alfredo Pedullà ha definito un pianto la prova dell'Allianz e ha chiesto al tecnico meno alibi e più fatti; Fabio Capello ha promosso la Juventus dicendo che contro la Dea ha intrapreso la strada giusta, un giudizio che per contrasto pesa sui nerazzurri. La società ha scelto di non rispondere: le punture di Pedullà restano fuori dalla porta di Zingonia.

IL VALORE DELLA FRASE - Un direttore sportivo che difende l'allenatore dopo tre sconfitte è la normalità; uno che lo fa prima della terza, in diretta, sapendo cosa può succedere, è una scelta. Giuntoli ha messo il proprio nome accanto a quello di Sarri e ha spostato la responsabilità dal singolo al progetto. Se il progetto reggerà, sarà stata lungimiranza; se no, la frase tornerà come un peso. La sosta, con tredici giocatori via e Kossounou fermo, è il primo tratto della strada.

Il tempo che serve è stato promesso: da qui a dicembre si scopre quanto ne serve davvero.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 12:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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