L'ultima partita in cui avremo probabilmente visto Alejandro Gomez con la maglia dell'Atalanta è stata quella contro la Juventus. Il muro contro muro è servito, sebbene fino all'inizio di questa settimana la dirigenza aveva la speranza di ricondurre a più miti consigli le parti. Anche se i Percassi erano infuriati per la richiesta di andare via a zero, se Gasperini non ha nessuna intenzione di scusarsi con il Papu con quanto successo nello spogliatoio con il Midtjylland - punto centrale per l'argentino, questione di puntiglio - perché la situazione è degenerata per i comportamenti da entrambe le parti, non solo da Gomez. Ovviamente i discorsi che erano già praticamente sicuri sono diventate certezze infrante: Gomez avrebbe dovuto firmare un prolungamento con ritocco fino al 2024 dopo il rifiuto delle offerte arabe, cosa non ancora successa. E ora appare francamente molto complicato.

Dove va Gomez? È una domanda da qualche milione di euro, tra gli 8 e i 12, quelli che servono per sbloccare l'argentino. Difficile che finisca in un club che lotta per salvarsi o per una tranquilla posizione in classifica. Ma il Milan si sfila - e probabilmente fa bene, visto quanto stanno rendendo quasi tutti - e l'Inter preferisce la tattica del silenzio. Certo, sarebbe un grande rinforzo per Conte, un po' diverso però dal vice Lukaku che aveva chiesto già l'anno scorso, ma a dispetto di Eriksen potrebbe andare bene così. Il Napoli ha speso ma non è detto che non possa farci una puntata, ma è molto dura. La Roma anche. Insomma, Gomez sicuramente avrà l'offerta giusta, ma in questo momento probabilmente nessuno sa dove andrà, nemmeno lui. C'è stato un investimento, nei mesi scorsi, di un ristorante in centro a Bergamo, dopo la palestra. Gomez ama la città, vorrebbe rimanere (e per questo c'era spazio per ricucire) ma a patto che non sia additato come l'unico colpevole e messo alla pubblica gogna. Qualche passo l'ha sbagliato anche lui, indubbio.

Poi c'è un'altra questione. Che l'Atalanta senza di lui e Ilicic non è la stessa si è visto quando sono mancati entrambi. Anche con la Fiorentina, con la manovra un pelo compassata, ma ieri sera con il Bologna è stata l'ennesima dimostrazione che c'è bisogno dei grandi campioni per le grandi squadre. Ilicic e Gomez modulano la velocità dell'Atalanta, Miranchuk e Malinovskyi non ancora. Non è detto che non possano farlo, ma ieri serviva rallentare e magari congelare, fare il terzo gol e chiudere la pratica. Capita, ma quest'anno potrebbe essere quello delle occasioni perse, perché la maturità per vincere qualcosa ci sarebbe. Spogliatoio a parte.

Sezione: Copertina / Data: Ven 25 dicembre 2020 alle 15:00 / Fonte: Andrea Losapio
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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