Dare cinque giorni liberi a una squadra che ha perso tre partite di fila sembra, a prima vista, una provocazione. E a Bergamo qualcuno l'ha già letta così, in una settimana in cui sui siti bergamaschi si discute se la fiducia a Maurizio Sarri sia a tempo, come lo fu per altri prima di lui. Ma i numeri raccontano un'altra storia. Stamattina a Zingonia, secondo le ricostruzioni dei cronisti, c'erano sette giocatori di movimento. Tredici sono in nazionale, tre sono infortunati. Stiamo parlando di logistica, non di indulgenza: con sette uomini non si prova una linea difensiva, non si costruisce un pressing, non si allena una squadra.

Lo stesso tecnico lo aveva detto nei giorni scorsi: in queste condizioni restano soltanto lavori individuali, tecnici e fisici. Tenere il gruppo a Zingonia per altri cinque giorni avrebbe prodotto stanchezza senza produrre idee. Meglio staccare adesso, quando il campo non offre nulla, e ripartire martedì 29 con la testa libera. Da lì il gruppo tornerà a crescere giorno dopo giorno, fino al completo nella settimana del Venezia. Curiosità: i più attesi al ritorno, Pašalić ed Elmas, giocheranno l'ultima partita il 6 ottobre. Ma torniamo al punto. Il vero tempo della sosta non è questo, è il successivo, ed è molto più breve di quanto sembri.

Non mi piego alla lettura per cui ogni scelta dell'allenatore vada giudicata alla luce della classifica. La classifica è un fatto, e dice sei punti in cinque giornate. Le scelte di metodo vanno giudicate sul metodo. La società ha promesso a Sarri il tempo che serve, e questi cinque giorni fanno parte di quel tempo. Il ricordo dei predecessori pesa, da Ivan Jurić a Raffaele Palladino. Ma paragonare le panchine per numero di partite significa ignorare che ogni progetto parte da un punto diverso.

Il rischio vero è un altro, e non riguarda la vacanza. Riguarda le due settimane che seguono: undici giorni con la squadra che si ricompone a scaglioni, poi il Venezia, il Pafos, il Milan e l'Ajax in dieci giorni. Se al rientro il lavoro sarà serio, questi cinque giorni verranno ricordati come una pausa intelligente. Se no, come il primo indizio di un problema. Il giudizio lo darà il campo del 12 ottobre.

Cinque giorni per staccare, due settimane per ricostruire: la sosta vera comincia martedì.

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