Terza sconfitta consecutiva, sessanta minuti giocati alla pari e la sensazione di una squadra che cresce nel gioco ma non ancora nella testa. Al termine del 2-0 subito all'Allianz Stadium contro la Juventus, Maurizio Sarri ha analizzato la gara ai microfoni di DAZN. Il tecnico nerazzurro ha parlato delle letture sbagliate che hanno indirizzato la serata, del contestato episodio arbitrale su Rowe e dell'utilizzo del VAR, dei progressi visti in fase di palleggio e della lentezza che impedisce alla Dea di isolare gli uno contro uno. Infine, un passaggio sulla classifica e sul rischio che il concetto di "anno di costruzione" tolga motivazioni al gruppo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, quanto rammarico c'è per quelle letture sbagliate che hanno condizionato la serata?
«Due da parte nostra e forse una dell'arbitro. È mancato qualcosa, perché eravamo completamente in partita: per sessanta minuti penso che abbiamo giocato alla pari, poi dopo il 2-0 no, perché la Juventus ha creato l'80 per cento delle situazioni pericolose dopo il secondo gol. Prima eravamo completamente in partita. La sensazione è che siamo cresciuti da un punto di vista tattico e da un punto di vista tecnico, ma dobbiamo crescere sul piano della personalità, della fiducia, dell'esuberanza nel prendere più iniziative. Ci siamo accontentati troppo di avere sotto controllo la partita senza cercare di fargli male: c'era la possibilità di andare nell'uno contro uno e nell'unico momento in cui ci siamo accesi, con Rowe, siamo andati subito vicini al gol. Dobbiamo crescere da quel punto di vista: personalità, coraggio, iniziativa, e diventare una squadra più viva mentalmente».
Che riflessioni fa su quell'episodio e, più in generale, sull'utilizzo del VAR nel campionato italiano?
«Meglio mai che troppo, come era prima: tra le due versioni preferisco questa. Però poi ci sono episodi abbastanza evidenti come questo, e non vedo come si possa non intervenire: se il VAR non chiama su un episodio così, non ne vedo più la necessità».
I progressi si vedono, ma sembra mancarvi la fase degli ultimi sedici metri, quella della finalizzazione.
«Sì, dei passaggi in avanti ci sono, però se quella fase di costruzione la facessimo con più velocità probabilmente riusciremmo a isolare qualche uno contro uno in più: così diventa un po' più difficile. Da quel punto di vista la squadra è cresciuta: è cresciuta tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Ho però il grande rammarico di non vederla crescere dal punto di vista delle iniziative e della personalità».
Dopo tre sconfitte consecutive, oggi lei la classifica non la guarda: quando avrà senso iniziare a farlo?
«Vediamo dopo la fine del girone d'andata, ma è sempre tutto relativo. Non vorrei che questo parlare sempre di un anno di costruzione e del fatto che non guardiamo la classifica faccia perdere un po' di motivazione alla squadra: quindi ci sta che questa settimana un obiettivo glielo dia io».
Analisi lucida e nessun alibi, se non un accenno all'episodio contestato: Sarri rivendica la crescita tecnica dei suoi ma pretende il salto di personalità che finora non è arrivato. E, alla vigilia della sosta, annuncia un cambio di messaggio: all'Atalanta del nuovo corso servirà anche un obiettivo concreto da inseguire.
JUVENTUS-ATALANTA 2-0 (p.t. 1-0)
28' Conceiçao (J), 77' Bremer (J)
© Riproduzione Riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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