Atalanta-Venezia di lunedì ha un'anima tattica precisa, ed è una sfida tra due squadre che vogliono la stessa cosa. Il Venezia di Giovanni Stroppa ha costruito il proprio avvio su un pressing alto e aggressivo, che ha messo in difficoltà diverse avversarie pur senza portare punti. L'Atalanta di Maurizio Sarri, come ha spiegato il tecnico, ha alzato il baricentro di venti metri per smettere di subire. Due idee simili, un solo campo.

IL VENEZIA - I lagunari aggrediscono il portatore di palla già nella metà campo avversaria, con gli attaccanti che schermano la costruzione e i centrocampisti che saltano sulle ricezioni. È un calcio dispendioso che spiega sia i numeri sui tiri dei lagunari, superiori a quelli della Dea, sia le cinque sconfitte: quando la pressione salta, la difesa a tre resta esposta.

LA DEA - La squadra di Sarri vuole costruire dal basso e uscire dalla pressione con pochi tocchi, per poi attaccare lo spazio che il pressing lascia alle spalle. È qui che la partita si decide: se Carnesecchi, Scalvini e i centrocampisti sapranno superare la prima linea veneta, davanti si apriranno praterie per Rowe, De Ketelaere e il centravanti. Se invece la costruzione sarà lenta, il Venezia recupererà palla vicino all'area.

LE CHIAVI - Tre: la precisione dei passaggi dei difensori sotto pressione, la velocità di Bellanova e degli esterni nelle transizioni, la tenuta della linea alta contro gli attacchi in profondità dei lagunari. Una partita in cui entrambe le squadre rischiano, e in cui chi sbaglia meno vince.

Pressing contro linea alta, coraggio contro coraggio: Atalanta-Venezia si gioca nella metà campo degli altri.

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Sezione: L'avversario / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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