Le soste per le nazionali hanno un difetto che si vede solo alla fine: restituiscono i giocatori quando il tempo per lavorare insieme è quasi finito. Per l'Atalanta di questa settimana il calendario è implacabile. La ripresa a Zingonia è fissata per martedì pomeriggio, ma i nazionali rientreranno a scaglioni: alcuni lunedì notte, gli italiani e gli altri europei martedì, Pašalić ed Elmas solo mercoledì. Il Venezia arriva lunedì 12. Tra l'ultimo rientro e la partita ci saranno al massimo cinque allenamenti con tutti, alcuni dei quali dedicati al recupero di chi ha giocato tre o quattro partite in undici giorni.

È qui che si misura il lavoro di Maurizio Sarri in queste due settimane. Con il gruppo ridotto ha lavorato sui principi, sui movimenti dei reparti, sulle partitelle con l'Under 23. Chi è rimasto a Bergamo, dal capitano Éderson a Kristensen, da Gaetano a Relja Obrić, conosce già il copione. Gli altri dovranno impararlo in fretta, tornando da sistemi di gioco diversi, da fusi orari diversi, da ruoli diversi.

E poi c'è l'infermeria, che pesa più di tutto: Hien e Sulemana hanno appena ricominciato a lavorare in palestra, Kossounou e Raspadori sono ancora alle terapie, come racconta l'emergenza che non dà tregua. La squadra che affronterà il Venezia sarà quindi costruita in pochi giorni, con le energie da dosare e la necessità di vincere dopo tre sconfitte. Non serve una rivoluzione: serve un'idea chiara e semplice, che i giocatori possano ritrovare anche dopo dieci giorni lontani.

Cinque allenamenti, una squadra da ricomporre e una vittoria da cercare: la settimana più importante della sosta è quella che deve ancora cominciare.

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Sezione: Copertina / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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