Giovanni Carnevali suona la carica per la Juventus. Ospite del Festival dello Sport di Trento – organizzato da La Gazzetta dello Sport – l'amministratore delegato bianconero ha affrontato tutti i temi caldi del momento, dalla panchina di Luciano Spalletti al mercato, fino ai conti del club, accendendo la platea con una promessa ripetuta due volte: «Dopo la sosta la Juve ripartirà a mille». Più che uno slogan, un messaggio di fiducia a un ambiente che chiede di tornare a vincere.
L'AMBIZIONE DI UN TROFEO - Il digiuno pesa, e il dirigente non lo nasconde: «Da alcuni anni la Juve non vince nulla, ma l'obiettivo è quello». La stagione in corso, nella sua visione, deve gettare le fondamenta di un ciclo vincente, con un traguardo minimo ben definito: «L'obiettivo minimo è il quarto posto». Sul valore reale della rosa, il tono resta misurato: «Credo che questa squadra sia competitiva, ma vogliamo diventare più forti di come siamo adesso». Realismo e ambizione, dunque, tenuti volutamente sullo stesso piano.
SPALLETTI E IL CASO CONTE - Sulla guida tecnica, Carnevali alza un muro a difesa del suo allenatore. Per Spalletti solo parole di stima: «Spalletti è un eccezionale insegnante di calcio». E ogni dubbio viene spazzato via: «Spalletti non è in discussione, non lo è mai stato». Nemmeno il nome di Antonio Conte, evocato dai tifosi a ogni passo falso, scalfisce la posizione del club. L'amicizia c'è, ma la porta resta chiusa: «Non abbiamo mai preso in considerazione l'idea di farlo subentrare a Spalletti». Una presa di posizione netta, pensata per proteggere il lavoro del tecnico da pressioni esterne.
IL KO CON IL SASSUOLO - Il bilancio della prima parte di stagione, ammette l'ad, avrebbe potuto essere migliore, e su tutto pesa la sconfitta contro i neroverdi. Il ricordo brucia ancora: «Se ci ripenso, mi viene da rotolare per terra: non possiamo prendere certi gol». Una frase che fotografa la delusione, ma che Carnevali trasforma subito in lezione, ribadendo la sua convinzione sulla competitività di una squadra che ha già mostrato lo spirito per reagire.
CONTI E QUARTO POSTO - Sullo sfondo c'è un bilancio 2025-26 chiuso con una perdita di 66 milioni, il nono esercizio consecutivo in rosso, e il settlement agreement firmato con la Uefa, che impone vincoli precisi. La linea è tracciata: «La sostenibilità deve andare di pari passo con la competitività». Per questo l'accesso alla Champions, conteso da sei-otto squadre per quattro posti, diventa decisivo. Ma il dna resta quello di sempre, e Carnevali lo affida a una celebre massima di Giampiero Boniperti: «Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta».
IL MERCATO DI GENNAIO - Le risorse della proprietà ci sono, ma i paletti restano. Il desiderio sarebbe chiaro, la realtà impone altro: «Mi piacerebbe acquistare tre grandi campioni, ma non si può». La strada sarà quella dell'ingegno e delle occasioni, senza dare per scontata, a giugno, la cessione di un big per finanziare la campagna acquisti. Un equilibrio sottile tra rafforzamento tecnico e solidità economica.
YILDIZ, KOLO MUANI E PALMISANI - Il capitolo giocatori parte da Kenan Yildiz, accostato ad Alessandro Del Piero: «Yildiz è un campione. Deve ancora maturare per arrivare al livello di Del Piero e ha tutte le possibilità per riuscirci». La sua assenza si fa sentire: «Ci manca tanto». Piena fiducia anche in Randal Kolo Muani, frenato da una preparazione in ritardo rispetto ai compagni: «Ci darà risultati straordinari, non ne ho alcun dubbio». E sul portiere del Frosinone Lorenzo Palmisani, nessun contatto con il club ciociaro ma tanto apprezzamento: «È un portiere dal futuro importante». Un profilo che sposa anche la volontà di aumentare la quota di italiani in rosa.
L'ESTATE DI MERCATO - Guardando alla sessione appena chiusa, Carnevali ammette che avrebbe voluto cambiare di più, ma rivendica il lavoro svolto: «Sono convinto di aver fatto ciò che era possibile». Tra i colpi, il giovane Alajbegovic, conteso fino all'ultimo dal Chelsea con un'offerta altissima. Un rischio concreto, che l'ad paragona a quanto accaduto ai nerazzurri di Milano con Palestra, a conferma di come i club italiani fatichino a reggere la concorrenza oltre certe cifre: «Abbiamo rischiato di fare la fine dell'Inter». Tra le note positive, il ritrovato coinvolgimento di Nico Gonzalez.
L'EUROPA LEAGUE - Se a inizio stagione Spalletti lamentava l'assenza della Champions, ora il focus è tutto sul campo. E il trofeo continentale diventa un obiettivo vero, nonostante le difficoltà del calendario del giovedì: «La Juve vuole vincere quel trofeo». Con una precisazione sullo spirito del gruppo: «L'umiltà è un'arma fondamentale».
DEL PIERO PRESIDENTE? - Infine, le voci su un possibile cambio al vertice, con il nome dell'ex capitano tra i candidati: «Suggestioni da social». Nessuna novità, dunque, così come per l'indiscrezione che riguardava Ginevra Elkann.
Fiducia, conti in ordine e voglia di trofei: la Juve di Carnevali promette di cambiare passo dopo la sosta.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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