Luciano Spalletti ha presentato ai microfoni di Sky Sport la gara delle 18 contro l'Atalanta, valida per la quinta giornata di Serie A. Il filo conduttore delle sue parole è uno solo: una squadra che deve ancora trovare il proprio volto.

IL DISPIACERE PER GRABARA - Il primo pensiero è andato al portiere fermato da un infortunio grave arrivato nel modo più banale, durante un esercizio di routine. Il tecnico ha raccontato di una fitta al ginocchio che si è poi rivelata una rottura totale del legamento crociato anteriore, definendola «una roba che non si riesce a spiegarsi». Nessuna lamentela sulla sfortuna, ma la volontà di sottolineare l'aspetto umano: «Un dispiacere per il ragazzo è chiaro che bisogna evidenziarlo».

LA RICERCA DELL'IDENTITÀ - Sul piano del gioco, l'allenatore ha messo a fuoco il cantiere aperto: «Siamo alla ricerca di una nostra identità». È quella, secondo la sua lettura, la bussola che muove una squadra e le garantisce il rispetto degli avversari. Un principio che si traduce in un atteggiamento preciso: «Non siamo capaci di vivacchiare». Con il pallone tra i piedi, insomma, l'obiettivo resta sempre quello di cercare la porta.

IL MONITO DOPO IL SASSUOLO - Non manca però l'autocritica sul passivo dell'ultimo turno: «Non si può subire quello che si è subito contro il Sassuolo». Il tecnico ha comunque contestualizzato quegli errori, ricondotti a scelte maturate nel caos e nell'imprevedibilità della partita, quando il dubbio prende il sopravvento. E ha salvato la sostanza: «L'atteggiamento della squadra che voleva vincere mi è piaciuto».

LA MENTALITÀ DA COSTRUIRE - C'è poi il tema della continuità, che a Torino non è un dettaglio: non basta vincere una partita, ne servono molte. Da qui l'obiettivo dichiarato, che va oltre il singolo risultato: «Va costruito qualcosa che sia duraturo nel tempo». Carattere e mentalità come materiali da costruzione.

COSA SI ASPETTA DALL'AVVERSARIO - Sull'equilibrio da trovare in mezzo al campo, Spalletti chiede ai suoi adattabilità continua e capacità di leggere i momenti. Poi il riferimento diretto alla squadra di Maurizio Sarri: «Le squadre di Sarri sono sempre state caratterizzate da questa fase di palleggio». Un avversario che, nella sua previsione, non verrà a chiudersi. Ma su questo, ha concluso, sarà il campo a parlare.

Identità, carattere, continuità. Le tre parole con cui Spalletti ha accompagnato i suoi in campo.

© Riproduzione Riservata

Sezione: L'avversario / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 17:43
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture