La Juventus arriva a Juventus-Atalanta, oggi alle 18 all'Allianz Stadium, con sette punti, il 5-0 al NEC alle spalle e una vigilia in cui le domande alla panchina hanno pesato quanto quelle sulla formazione. Luciano Spalletti, interrogato sulla nostalgia dei tifosi per Antonio Conte, ha risposto con una battuta che ha fatto il giro: «Ognuno si fa la sua locandina». Una frase che dice, senza dirlo, quanto il tecnico senta il rumore attorno alla sua posizione.

SPALLETTI - Il 3-2 subito a Reggio Emilia aveva riacceso il dibattito, la goleada europea lo ha attenuato, e la partita contro la Dea è quella che a Torino considerano il vero test prima della sosta. Il tecnico ha lavorato in settimana sulla difesa a tre inaugurata in Europa, ha ritrovato Cambiaso e deve decidere tra Bremer e Gatti al centro e tra Zhegrova e Nico González sulla trequarti: i dubbi di Spalletti si sciolgono con le formazioni ufficiali. Sarri, dal canto suo, ha parlato di un buon rapporto con il collega, che ai tempi di Empoli vedeva almeno una volta a settimana, e ha aggiunto che la partita sarà dura per chi scende in campo, non per gli allenatori.

PAPE SARR - Dallo spogliatoio bianconero è arrivata la voce di Pape Matar Sarr, titolare in mezzo al campo contro il NEC, che ha presentato la sfida con rispetto: «Con l'Atalanta non sarà facile, ma l'abbiamo preparata bene». Il senegalese è uno dei due mediani su cui Spalletti costruisce il 3-4-2-1, e le sue parole confermano che a Torino la Dea è considerata un avversario da affrontare con attenzione, nonostante le due sconfitte consecutive.

IL PESO DELLA PARTITA - Per la Juventus, a sette punti come Sassuolo e Frosinone, una vittoria vale l'aggancio al Milan e una sosta tranquilla; una sconfitta in casa contro l'ex, con la Dea che scavalcherebbe i bianconeri, riaprirebbe tutto. È il contesto che le panchine che ballano avevano descritto già venerdì, e che il 2-1 del Monza sul Sassuolo ha reso ancora più attuale.

LA DEA - Dall'altra parte Sarri ha perso Kossounou, lancia Kristensen e apre al doppio play Gaetano-Kessie. La Juventus lo sa, e lo sa anche Sarr: la difesa a tre che aspetta la Dea avrà davanti un attacco che ha segnato cinque gol in quattro giornate e che cerca, da 253 giorni, il primo gol di De Ketelaere.

Una locandina, un avvertimento e una partita che pesa su due panchine: la Juventus di oggi si racconta con le parole di chi la vive.

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Sezione: L'avversario / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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