La quinta giornata di Serie A, aperta stasera da Monza-Sassuolo e chiusa domenica sera da Milan-Lecce, è l'ultima prima di una sosta di tre settimane. E le soste, nel calcio italiano, sono il momento in cui i club fanno i conti con gli allenatori. Il primo lo ha già fatto il Bologna, che a un punto dopo quattro giornate ha esonerato Domenico Tedesco e affidato la squadra a Raffaele Palladino, libero dopo la risoluzione con l'Atalanta: il debutto è sabato alle 15 contro il Torino.

IL VENEZIA DI STROPPA - In fondo alla classifica c'è il Venezia, unica squadra a zero punti, che sabato sera ospita la Lazio sorpresa del campionato a quota 10. Giovanni Stroppa conta gli assenti, sa di rischiare il posto e ha chiuso pubblicamente la porta agli svincolati: una presa di posizione che suona come una difesa del gruppo, ma che dopo un'eventuale quinta sconfitta potrebbe non bastare. Le parole del tecnico lagunare sono quelle di chi sa che la pausa può essere un confine.

IL MONZA DI JURIĆ - Un punto in quattro gare anche per il Monza, che stasera riceve il Sassuolo dell'ex nerazzurro Alberto Aquilani, reduce dal 3-2 alla Juventus. Ivan Jurić, un altro ex di Bergamo, ha ammesso di essere abituato a tutto nel calcio, e la gara di stasera è di quelle che non si possono sbagliare: il croato rischia l'esonero e lo sa.

LA JUVENTUS DI SPALLETTI - Il caso più rumoroso è però a Torino. Luciano Spalletti ha 7 punti, un pareggio con il Milan e la sconfitta di Reggio Emilia alle spalle, e attorno a lui il nome di Antonio Conte è tornato a circolare con insistenza. Il 5-0 al NEC ha abbassato il volume, il direttore sportivo Massara ha ribadito la fiducia, ma l'Atalanta di domenica resta il test che la società osserva con più attenzione: perdere in casa contro l'ex Sarri, andando alla sosta a distanza dalla vetta, riaprirebbe il dibattito.

E LA DEA - In questo quadro l'Atalanta è un caso a parte: due sconfitte di fila, ma un tecnico appena arrivato e una società che, per bocca dello stesso Maurizio Sarri, non fissa obiettivi a breve. La pazienza dichiarata a Bergamo è l'eccezione in un turno in cui altre quattro panchine si giocano molto. Palladino, abituato a entrare in corsa, è la prova che il mercato degli allenatori, a settembre, è già aperto.

Una panchina già cambiata, due che tremano e una che vive di voci: la sosta dirà chi resta.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 22:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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