Forse questa storia è meglio raccontarla partendo da oggi. Marten De Roon è a Torino, insieme alla Roma, pronto a vivere una delle sue prime serate da giocatore giallorosso. La squadra alloggia in un hotel del centro, lo stesso che fino a poche ore prima aveva ospitato anche Jannik Sinner.
Ma la storia di De Roon è un'altra. Da una parte c'è l'energia per una nuova esperienza, una sfida che gli ha restituito entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco. Dall'altra c'è ancora il peso di un addio che non aveva programmato e che lo ha separato dall'Atalanta dopo una vita calcistica trascorsa a Bergamo.
BERGAMO È ANCORA CASA - Il legame con la città non è soltanto calcistico. La famiglia è rimasta a Bergamo: la moglie e le tre figlie continuano la loro vita lì, tra scuola, sport, amicizie e abitudini costruite negli anni. Ci sono la pallavolo, i corsi di sci, una casa pensata e realizzata per la famiglia. Soprattutto, ci sono rapporti personali diventati parte della quotidianità. Per il momento la situazione resta questa. La nuova vita è a Roma, ma Bergamo continua a rappresentare una parte fondamentale della sua storia.
IL RIENTRO A ZINGONIA E UN'ARIA DIVERSA - Quando De Roon è rientrato dal Mondiale, intorno al 20 luglio, l'idea di lasciare l'Atalanta non faceva parte dei suoi pensieri. Qualche segnale, però, aveva iniziato a farsi sentire. Il nuovo allenatore Maurizio Sarri non lo aveva contattato personalmente. Una cosa che aveva sorpreso De Roon, soprattutto perché si trattava del capitano. Aveva scelto di non dare troppo peso a quella mancata telefonata, pensando semplicemente a una diversa maniera di gestire i rapporti.
Poi, però, il ritorno a Zingonia gli ha fatto percepire una situazione diversa. Cristiano Giuntoli stava cambiando la squadra, intervenendo in diversi reparti. Sarri aveva espresso le proprie esigenze sul mercato, chiedendo nuovi centrocampisti. Arrivano i movimenti in uscita e in entrata: Djimsiti saluta, Ederson rientra dal Manchester City e prolunga il contratto, mentre l'Atalanta continua a muoversi sul mercato. De Roon, invece, inizia a percepire di non essere più centrale nel nuovo progetto.
QUANDO IL MERCATO DIVENTA UN SEGNALE - Il momento decisivo arriva quando il suo nome viene accostato a una possibile operazione di mercato. L'Atalanta prova a inserirlo nella trattativa per Rowe. Per De Roon è un segnale difficile da ignorare: dopo tanti anni, il suo futuro sembra essere diventato una variabile nelle operazioni del club. Il Bologna si fa avanti, ma lui decide di non accettare. Non è soltanto una questione di destinazione. È il modo in cui sta maturando la separazione a fare la differenza. De Roon non si aspettava di poter diventare una pedina di scambio dopo una storia così lunga con l'Atalanta. La sensazione, a quel punto, è chiara: la sua esperienza bergamasca è arrivata al capolinea. E anche il mondo atalantino fatica a crederci.
LA CHIAMATA DI GASPERINI E IL VIA LIBERA - La decisione arriva: De Roon chiede di interrompere il rapporto con l'Atalanta. La società accetta. Poi entra in scena Gian Piero Gasperini. La chiamata dell'allenatore della Roma apre concretamente la strada al trasferimento. De Roon conosce bene il rapporto tra i due club e vuole che siano prima Roma e Atalanta a definire ogni aspetto dell'operazione. Gasperini contatta Percassi. Anche De Roon si muove personalmente. Alla fine arriva il via libera dell'Atalanta. Una concessione legata anche alla riconoscenza verso il giocatore con il maggior numero di presenze nella storia del club. La società bergamasca chiede soltanto alcune garanzie legate ai bonus.
UN SALUTO CHE NON C'È STATO - De Roon avrebbe voluto fermarsi qualche giorno in più. Avrebbe voluto parlare, spiegare, salutare la gente di Bergamo. Avrebbe voluto farlo nello stadio, davanti ai tifosi, nel luogo che per tanti anni è stato la sua seconda casa. Non è andata così. Adesso c'è Roma, c'è una nuova maglia e c'è una nuova sfida. Ma il rapporto con Bergamo non si cancella con una rescissione. Perché ci sono addii che chiudono un contratto e altri che, invece, lasciano una storia aperta nel cuore.
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