Gaetano regista per scelta, prima ancora che per necessità. In un'intervista pubblicata da L'Eco di Bergamo, Gianluca Gaetano ha ripercorso l'evoluzione della propria posizione in campo, fino a quella zona davanti alla difesa che oggi rappresenta il ruolo più delicato nello scacchiere del nuovo allenatore Maurizio Sarri, conosciuto ai tempi del Napoli.

LA SVOLTA DI CAGLIARI - Tutto nasce da una decisione condivisa con Fabio Pisacane nella stagione in Sardegna. Il motivo, spiega il centrocampista, era emotivo prima che tattico: «volevo sentirmi più nel vivo dell'azione». Di qui la scelta di abbassare il raggio d'azione di una decina di metri abbondanti, per toccare più palloni e dirigere la manovra. Il bilancio che ne trae è positivo, espresso con la sobrietà di chi preferisce lasciar parlare i fatti.

IL RUOLO OGGI - La posizione di vertice basso non gli è del tutto nuova: già ai tempi di Cremona aveva agito in una linea a due, al fianco di Nicolò Fagioli. Adesso la differenza la fa il contesto tecnico, con un allenatore che, racconta, gli consente di «giocare con la palla a terra e con qualità». In quel ruolo sente di stare bene, e la priorità dichiarata è continuare a perfezionarsi.

LE RICHIESTE DI SARRI - Il lavoro quotidiano è prima di tutto collettivo e solo in seconda battuta individuale. Ma al regista viene chiesta una virtù precisa: «devo dare equilibrio», sintetizza. Il che significa rinunciare all'istinto offensivo che lo aveva accompagnato da trequartista, perché «non posso lasciare la mia posizione». Una disciplina posizionale che è la vera rivoluzione del suo gioco, più ancora dello spostamento sul campo.

LA PORTA PIÙ LONTANA - Il prezzo di questa trasformazione è una distanza maggiore dall'area avversaria, e Gaetano non finge che non gli pesi: «vorrei segnare di più», confessa. La soluzione, però, non passa da un ritorno al passato, bensì da un'arma da affinare: «devo migliorare il mio tiro da fuori». Il gol, insomma, andrà cercato da lontano.

I REGISTI DI OGGI - Quanto alla presunta scarsità di interpreti puri nel calcio italiano, la sua lettura è meno pessimista di quella corrente. Tutto dipende dal sistema adottato, osserva, e gli esempi non mancano: «penso a Fagioli e Locatelli». Accanto all'ex compagno di reparto dei tempi grigiorossi compare così Manuel Locatelli: una genealogia nella quale il centrocampista dell'Atalanta aspira evidentemente a iscriversi.

GLI ANNI DELLA PRIMAVERA - Il primo incontro con l'attuale tecnico risale a quando Gaetano era un prospetto delle giovanili napoletane, aggregato alla prima squadra negli ultimi mesi di quella stagione. Un ricordo ancora vivido: «Quel Napoli giocava un calcio bellissimo». E a distanza di anni, racconta, l'allenatore ritrovato in nerazzurro conserva intatta la stessa «voglia di vincere», indicata come la sua qualità più autentica. Il tempo ha cambiato la panchina, non l'uomo.

IL MODELLO - Chiamato a indicare il proprio punto di riferimento, il regista torna proprio a quella squadra e al suo metronomo, Jorginho. La confessione ha il tono di un ricordo di formazione: «vedere giocare Jorginho mi faceva emozionare e brillare gli occhi». Un'ammirazione che oggi assume un valore diverso, ora che è lui a presidiare la stessa zona di campo, con lo stesso allenatore a guidarlo.

IL LEGAME CON GIUNTOLI - Anche il direttore sportivo Cristiano Giuntoli appartiene a quel capitolo della sua carriera. Quando il trasferimento a Bergamo stava per concretizzarsi, i due si sono sentiti, e il centrocampista rivendica un rapporto nato da esperienze condivise e felici, «su tutte la vittoria dello scudetto». Un filo che unisce passato e presente, e che aiuta a comprendere la naturalezza con cui è maturata la scelta nerazzurra.

Da fantasista a equilibratore, dall'istinto alla geometria, con le radici ben piantate in quel Napoli: il percorso di Gaetano racconta un giocatore che ha scelto di reinventarsi e che ora vuole trasformare quella scelta in un'identità.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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