C'è una parola che nel calcio di Sarri vale più di corsa: fila. Stare in fila significa tenere la linea, scalare insieme agli altri tre, non spezzare la catena per inseguire il pallone. Raoul Bellanova, cresciuto come esterno a tutta fascia in sistemi a tre, sta imparando a stare in fila, e lo sta facendo in fretta: quattro partite su quattro dal primo minuto, l'unico terzino con questa continuità, e un posto fra i sette atalantini preconvocati da Mancini. Non è poco, per chi due mesi fa doveva cambiare mestiere.

Stiamo parlando di adattamento, non di talento. Il talento Bellanova lo ha sempre avuto nella gamba, nella progressione, nella capacità di arrivare sul fondo; ciò che il 4-3-3 gli chiede è l'opposto, cioè la pazienza di restare a quaranta metri dalla porta avversaria quando il tridente attacca e la squadra rischia la transizione. Contro il Cagliari, sul suo lato, Obert e Fazzini hanno costruito superiorità e il terzino ha sofferto; ma è stato l'unico dei quattro dietro a chiudere i novanta minuti senza episodi a suo carico. Curiosità: in un'estate in cui un altro esterno destro di Zingonia, Palestra, è partito per Londra, la fascia è passata a chi era arrivato da fuori, e la Nazionale ha preso nota. Ma torniamo alla fila: la settimana di lavoro a porte aperte e il 10 contro 10 di Sarri sono esercizi costruiti proprio per lui, per i tempi di scalata e per l'ampiezza.

Non esiste una linea a quattro senza terzini che sappiano quando andare e quando no. Non esiste una difesa alta senza esterni che coprano la profondità alle spalle del centrale. Non esiste, nella rosa nerazzurra, un giocatore più adatto a diventarlo di chi ha la gamba per recuperare e la testa per imparare. Zappacosta è l'alternativa d'esperienza, e il ballottaggio resta aperto; ma la continuità di questo mese dice che la rampa di lancio è già stata accesa.

Non ve n'eravate accorti, vero? In tutte le discussioni sulle fasce, sulla sinistra fra Kolašinac e Bernasconi, sulla destra fra lui e il veterano, Bellanova ha giocato e basta. È la definizione più esatta di titolare. Domenica a Torino, contro Conceição e Zhegrova, la fila andrà tenuta con più attenzione; ma i sette nomi della lista di Mancini dicono che qualcuno, oltre a Sarri, ha già visto la crescita. E il ballottaggio con Zappacosta, per una volta, si risolve da solo.

Stare in fila è la cosa più difficile per chi è nato per correre. Bellanova ha capito che si può fare entrambe le cose.

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Sezione: Zingonia / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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