Sulla distinta di stasera c'erano due date, e valeva la pena leggerle prima del fischio d'inizio. La Sambenedettese nacque il 4 aprile 1923 dalla fusione di tre squadre di un paese di quindicimila abitanti che vivevano di pesca; l'Atalanta Under 23 fu ammessa in Serie C dal Consiglio federale il 4 agosto 2023. Un secolo esatto fra un club che ha cambiato cinque volte ragione sociale per continuare a esistere e una squadra nata da una delibera. Al Riviera delle Palme, per sedici minuti, la curva nord è rimasta vuota con un solo striscione esposto: la protesta contro le seconde squadre. Poi i tifosi sono rientrati, e il 2023 ha battuto il 1923 per 3-2.

La partita, in sé, è stata un monologo con due interruzioni. Dieci corner a uno nel primo tempo, il palo di Ghislandi al 21', e al 26' il destro di Levak dal limite che bacia entrambi i legni prima di entrare: un gol di quelli che si rivedono. La Samb ha pareggiato al 46' su una presa incerta di Alessandro Anelli, e sette minuti dopo Diao — secondo gol consecutivo — ha bruciato in campo aperto l'ultimo difensore proprio nel momento in cui i padroni di casa credevano di aver girato l'inerzia. Al 60' i cambi, al 66' il rasoterra di Bertolini per il mancino sotto l'incrocio di De Nipoti, all'80' le dita di Anelli sull'incrocio, all'84' il capolavoro di Nicoli che ha riaperto tutto, al 95' la revisione al monitor che ha collocato fuori area il contatto su Plicco. Poi un parapiglia che Nicola Beati ha contribuito a sedare prima di salutare cordialmente Ottavio Palladini. Il tabellino dice tre punti, i primi esterni della stagione.

Stiamo parlando di modello, non di risultato, e il modello merita onestà da entrambe le parti. La contestazione degli ultras marchigiani non è un capriccio: è la stessa che a dicembre, a Caserta, si era espressa con lo striscione «Non proclamiamo unità d'intenti ma solo sdegno per Lega, business e falsi proventi». Un club di 103 anni, con 21 campionati di Serie B alle spalle e uno stadio da tredicimila posti, si trova a dividere il girone con una squadra che gioca a Caravaggio davanti a duemila persone, si allena a Zingonia accanto alla prima squadra e cambia rosa ogni estate per definizione. Chi difende il calcio di comunità ha argomenti veri.

Ha argomenti veri anche chi difende il percorso, e Beati li ha riassunti con una frase secca alla domanda sul possibile salto in B delle seconde squadre: «In B possono andare, in A no. Però a noi in questo momento non interessa: noi stiamo facendo un percorso». Il percorso ha un nome e un cognome, Marco Palestra, uscito da questa squadra e finito al Chelsea per una cifra che finanzia mezzo mercato; ne ha altri in costruzione, e ieri ne ha mostrati due: Anelli, il portiere che ad aprile parò due rigori nella finale di Coppa Italia Primavera e oggi para le punizioni in Serie C, e De Nipoti, che per ottanta minuti è stato un incubo per una difesa di adulti. Curiosità utile: la stessa Sambenedettese, per tornare in C, ha dovuto vincere la Serie D nel 2025 dopo l'ennesima rifondazione. Sopravvive per rinascite. L'Under 23 esiste per progetto. Ma torniamo alla classifica, che è meno filosofica.

Nove punti in cinque giornate, tre vittorie e due sconfitte, sette gol fatti e sette subiti; a quota nove con Grosseto, Gubbio e Torres, dietro allo Spezia a 13 e a Reggiana e Ravenna a 11. Un mese fa, dopo il ko di Sestri Levante, la zona playout era a due lunghezze. Domenica arriva a Caravaggio il Ravenna, terzo impegno in otto giorni, e il primo blitz esterno della stagione servirà soprattutto a non tremare. Il tecnico ha indicato lui stesso il difetto, la conversione delle occasioni, e ha ragione.

Cento anni di differenza non si colmano in una sera. Tre punti sì.

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Sezione: Copertina / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 00:00
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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