Raffaele Palladino torna ad allenare in Serie A: il Bologna ha sciolto le riserve e gli affiderà la propria panchina con un contratto triennale. L'ufficialità manca ancora, ma la scelta sta già alimentando il dibattito. Per il tecnico campano si tratta della quarta squadra della carriera e, soprattutto, del terzo incarico su quattro raccolto a campionato già cominciato.

L'INIZIO CON BERLUSCONI - Tutto parte nel settembre 2022, per volontà di Silvio Berlusconi. Quella che sarebbe stata l'ultima intuizione da presidente di calcio lo portò sulla panchina del Monza dopo l'avvio disastroso targato Giovanni Stroppa. La scommessa pagò: risalita fino all'undicesimo posto in classifica e, l'anno seguente, una replica quasi sovrapponibile con un dodicesimo posto senza affanni.

FIRENZE TRA RISULTATI E CRITICHE - Poi la prima grande vetrina, la Fiorentina, dove arrivò come successore di Vincenzo Italiano: un incrocio di percorsi che si ripeterà anche in Emilia, interrotto soltanto dalle poche partite di Domenico Tedesco. Nonostante le contestazioni sulla proposta di gioco, i viola chiusero al sesto posto — il miglior piazzamento dell'era Rocco Commisso e dell'ultimo decennio in Serie A — e in Conference League si fermarono soltanto in semifinale contro il Betis. La conclusione fu però amara: la frattura con l'allora direttore sportivo Daniele Pradè lo spinse alle dimissioni, benché l'opzione sul contratto fosse già stata esercitata.

L'ANNO A BERGAMO - Lo scorso novembre arrivò la chiamata dell'Atalanta, con la famiglia Percassi decisa a raddrizzare una stagione compromessa dall'avvio di Ivan Jurić. Missione compiuta, almeno sul piano della classifica: pur con un rendimento altalenante, la Dea si piazzò settima e conquistò l'accesso all'Europa, seppure nella meno prestigiosa Conference League. Restano nella memoria la rimonta emozionante nel playoff di Champions contro il Borussia Dortmund, ma anche il tracollo successivo contro il Bayern e l'eliminazione ai rigori in semifinale di Coppa Italia per mano della Lazio.

L'ADDIO BURRASCOSO - Il capitolo si è chiuso nel peggiore dei modi, con una separazione priva di risoluzione consensuale e toni tutt'altro che concilianti. Una pagina che per Raffaele Palladino appartiene ormai al passato, per quanto recente.

IL NUOVO COMPITO - Adesso lo attende un incarico tutt'altro che semplice, ancora una volta da subentrato. È il ruolo che sta diventando la sua specialità: entrare a stagione in corso e rimettere in piedi una situazione compromessa.

Tre volte su quattro, insomma, lo stesso copione. Vedremo se anche il finale sarà lo stesso.

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Sezione: Calciomercato / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 00:03
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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