Nel giro di una settimana Davide Ghislandi è passato dalla fascia di capitano indossata a Livorno alla panchina di Caravaggio, da dove è entrato al 72' nella rimonta sul Pescara. Un ridimensionamento che non è una bocciatura: nel 4-3-3 di Beati l'esterno è una delle alternative più duttili, e le due gare in quattro giorni fra San Benedetto e il Ravenna sono l'occasione per riprendersi il posto.

IL PERCORSO - Fra i pochi giocatori confermati della rosa rivoluzionata in estate, Ghislandi aveva raccontato di un ambiente familiare in cui si lavora bene, e aveva aperto la stagione da titolare, con la rete nel 2-1 al Guidonia che lo aveva iscritto fra i marcatori nerazzurri insieme a Misitano. A Livorno la fascia, poi le pagelle severe, e contro il Pescara la scelta di partire dalla panchina.

I VENTI MINUTI DI SABATO - Entrato per De Nipoti, ha avuto al 76' la palla del vantaggio sulla respinta di Ujkaj, calciando male da posizione favorevole; sei minuti dopo ha servito a Steffanoni l'assist per la doppietta sfiorata. Nel recupero un contatto con Inglese in area ha portato l'arbitro al monitor senza conseguenze. Un ingresso a corrente alternata, con la buona notizia di un giocatore che cerca sempre la giocata.

IL RUOLO - Con Bonanomi e Diao candidati a partire dall'inizio a San Benedetto, l'esterno dovrà accettare per ora il ruolo di arma a gara in corso, lo stesso che sabato ha deciso la partita. Beati ha detto che chi è entrato ha fatto benissimo: un principio che vale per tutti. Per Davide Ghislandi, insieme a Federico Steffanoni uno dei pochi già presenti nella scorsa stagione, la gerarchia è ancora tutta da scrivere.

Capitano una settimana, subentrato quella dopo. Nell'Under 23 il posto si conquista ogni tre giorni.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Under 23 / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 15:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture