Il conto è impietoso: domenica, quando l'Atalanta si presenterà sul campo della Juventus, Charles De Ketelaere avrà alle spalle 253 giorni senza gol con la maglia nerazzurra. Un numero che il belga, probabilmente, non ha nemmeno annotato, perché chi gioca a certi livelli guarda al prossimo appuntamento e non al calendario che scorre all'indietro. Ma la cifra resta lì, e racconta un digiuno che la Dea ha tutto l'interesse a spezzare.

L'ULTIMO SIGILLO - Bisogna tornare al 10 gennaio per ritrovare l'esultanza del numero 17. Quel giorno, alla New Balance Arena, De Ketelaere incornò un calcio d'angolo battuto da Lorenzo Bernasconi e firmò il provvisorio vantaggio contro il Torino. Curioso il destino del calendario: la prossima occasione per sbloccarsi arriva proprio sotto la Mole, stavolta contro l'altra metà calcistica della città. Chissà che l'aria piemontese non gli restituisca il feeling perduto.

UN'ESTATE IN SALITA - Le ragioni di un avvio così opaco hanno radici precise. Tra i nazionali reduci dalla spedizione mondiale, il fantasista è stato quello che ha ritrovato Zingonia per ultimo, e lo scarto accumulato nella preparazione si fa sentire ancora oggi. Il lavoro estivo del gruppo, peraltro, era stato calibrato anche in funzione del playoff di Conference League, piazzato a ridosso di Ferragosto. Lo staff avrebbe voluto averlo a disposizione già dal 20, ma un guaio muscolare ha scompaginato i piani: niente andata con l'Hapoel Tel Aviv e appena mezz'ora complessiva spalmata tra la sfida al Sassuolo e il ritorno contro gli israeliani.

DA TREQUARTISTA AD ALA - La vera ripartenza è datata fine agosto, e a meno di tre settimane di distanza una brillantezza offensiva ancora intermittente rientra nella logica delle cose – come analizza La Gazzetta dello Sport – anche perché al recupero fisico si somma un cambio di mansioni tutt'altro che banale. Nel sistema di Maurizio Sarri, infatti, il belga non agisce più alle spalle di un unico riferimento avanzato, ma parte largo sulla corsia destra. Una collocazione nuova, che chiede letture diverse e tempi di adattamento.

SARRI E DE KETELAERE - Dopo la gara con il Cagliari, il tecnico ha scelto la strada della fiducia: «Non è riuscito a incidere, ma l'atteggiamento mi è piaciuto. Vista la classe che ha, può fare la differenza». Parole che fotografano bene il giudizio dello staff: Sarri apprezza la dedizione del giocatore senza palla e la sua generosità nel sostenere i compagni, e considera il salto di qualità negli ultimi venti metri soltanto una questione di tempo.

I NUMERI DA MIGLIORARE - Le statistiche Opta, però, raccontano anche l'altra faccia della serata. Dei sei cross tentati, uno solo ha trovato un compagno; i palloni persi sono stati 22 e, su sei tentativi di dribbling, appena uno è andato a buon fine. Dati che non cancellano l'applicazione mostrata, ma che indicano con precisione dove il rendimento di De Ketelaere deve crescere per tornare all'altezza del suo talento.

ATTESA A TORINO - Le qualità, del resto, non sono in discussione: intelligenza calcistica, lettura dei momenti della gara, capacità di colpire quando la partita si apre. Tutto ciò che serve per risultare decisivo anche partendo dalla fascia. Ecco perché a Zingonia si aspettano segnali concreti già nella trasferta di domenica, quando l'Atalanta si presenterà sul campo della Juventus con il bisogno di dare scintille alla propria fase offensiva.

Il belga ha i mezzi per riaccendere l'attacco nerazzurro. Torino può essere il posto giusto per chiudere il conto dei giorni.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture