La Roma di Gian Piero Gasperini ha ormai i tratti somatici dell'Atalanta che il tecnico di Grugliasco ha plasmato negli anni bergamaschi. Stessa ossessione per la riconquista alta, stesse geometrie sulle fasce, stessa libertà concessa ai difensori di spingersi in avanti. A cambiare, semmai, è il valore aggiunto davanti: la classe di Paulo Dybala e il fiuto del gol di Donyell Malen.

IL SEGNALE DE ROON - La fotografia più nitida del lavoro svolto nella Capitale l'ha scattata Marten de Roon. Entrato dopo un'ora nella sfida con il Torino, l'olandese si è mosso con la naturalezza di chi veste il giallorosso da sempre. Nessun periodo di rodaggio: i codici erano gli stessi imparati a Bergamo, e il centrocampista li ha ritrovati intatti.

PRESSING A UOMO - In fase di non possesso la Roma è tra le formazioni che aggrediscono con più intensità in Serie A, e lo fa con accoppiamenti individuali rigorosi. I centrali sono i primi interpreti di questa filosofia: Mario Hermoso e Gianluca Mancini non concedono respiro agli avversari, e anche l'argentino Leonardo Balerdi, appena arrivato, si è adeguato senza esitazioni al copione.

I QUADRILATERI DI GASPERINI - Il piano offensivo – come analizza Tuttosport – si fonda sulle catene laterali a quattro. A destra il blocco è solitamente composto da Mancini, Emanuele Lulli, Bryan Cristante e Dybala. A sinistra la composizione varia: spesso è Malen ad allargarsi sul centro-sinistra e a fare da vertice, con Matías Soulé e due elementi scelti tra esterno, mediano e braccetto mancino. Figure tutt'altro che rigide, perché rotazioni e scambi di posizione sono continui: ecco perché capita di vedere Hermoso e, con frequenza ancora maggiore, Mancini occupare l'area avversaria.

MEDIANI LARGHI E TRIDENTE MOBILE - Un altro marchio di fabbrica è la posizione aperta dei mediani, utile tanto per disegnare i quadrilateri quanto per offrire linee di passaggio verticali verso i tre uomini offensivi. Davanti le soluzioni sono due: il triangolo tradizionale, con un trequartista alle spalle di due punte, oppure quello rovesciato, con due numeri dieci a sostegno di Malen. Decifrare il reparto è complicato soprattutto quando c'è Dybala, capace nella stessa gara di rifinire da dietro e di accostarsi al centravanti.

LE ALTERNATIVE - Resta da capire se il tecnico insisterà su un attacco con due riferimenti centrali, affiancando Malen a Santiago Castro. Di certo la panchina offre più garanzie rispetto al passato: con Daniele Ghilardi, Nahuel Molina, Devyne Rensch e Rodrigo Mora, Gasperini dispone di cambi affidabili sia per ruotare gli uomini sia per incidere a partita in corso.

A Trigoria, insomma, si respira aria di Bergamo. L'impianto è quello, con qualche interprete di lusso in più.

© Riproduzione Riservata

Sezione: L'angolo degli ex / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 11:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture