Ci sono giocatori che misurano le partite in gol e giocatori che le misurano in centimetri. Lazar Samardžić, sabato sera, ha detto che all'Atalanta ne era mancato uno, di centimetro, su ventidue tiri; e chi l'ha visto al 76' entrare in area con uno slalom e toccare di punta a lato di un soffio sa che parlava anche di sé. È la frase di chi tiene il conto. Ed è, in una squadra che ha perso due volte di fila, la frase più utile che si potesse sentire.

Il serbo ha già firmato la rete più pesante dell'avvio, il gol al novantesimo che ha piegato il Bologna, e nelle prime quattro giornate è stato l'unico centrocampista, con Éderson, ad andare a bersaglio. Curiosità: è uno dei nove giocatori andati a segno in ciascuna delle ultime sei stagioni di Serie A, un'élite in cui figura anche Maldini, quello del rigore. Ma torniamo al centimetro: Sarri gli ha chiesto di fare la mezzala di qualità in un 4-3-3, il ruolo che a Udine lo aveva reso un oggetto del desiderio e che a Bergamo, nei sistemi precedenti, non aveva mai avuto per intero. Ora ce l'ha. 

Non esiste una Dea di Sarri senza un interno che si inserisca. Non esiste un attacco da ventidue tiri senza un rifornitore. Non esiste, in questa rosa, un giocatore più adatto a diventarlo. La settimana verso Torino è anche la sua: con Gaetano di ritorno e Kessie da valutare, la mezzala serba ha la maglia in mano, e i gol dal centrocampo sono la prova che il sistema, per lui, funziona già.

Mentre si discuteva di regia, di fasce e di De Ketelaere, Samardžić ha accumulato minuti, tiri e una dichiarazione che la squadra ha fatto propria: siamo sulla strada giusta. È l'atteggiamento che serve a un gruppo nuovo prima di un esame come l'Allianz, dove le sue parole avranno bisogno di una conferma e Sarri di un gol dai suoi interni.

Un centimetro mancato, un metro già fatto. Domenica a Torino Samardžić può chiudere il conto.

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Sezione: Zingonia / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 00:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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