Sono nove i giocatori che vivranno la loro prima convocazione con la Nazionale italiana nella lista diramata da Roberto Mancini. Un allargamento della base che pesca in Serie A ma spinge lo sguardo oltre confine, fino alla Premier League, al Portogallo e alla seconda divisione tedesca: alcuni arrivano da una trafila completa nelle selezioni giovanili, altri saltano direttamente all'appuntamento con la maglia dei grandi.

PESSINA, IL PIÙ GIOVANE - Tra i volti nuovi della Nazionale italiana spicca Massimo Pessina, portiere classe 2007 del Bologna. Il suo battesimo in Serie A risale al novembre 2025, contro il Napoli: entrò dopo pochi minuti per l'infortunio di Skorupski e contribuì al 2-0 dei rossoblù. Cresciuto nell'AlbinoLeffe prima del passaggio al vivaio felsineo, ha già messo in bacheca l'Europeo Under 17 del 2024 e un contratto prolungato fino al 2029.

LA LINEA DIFENSIVA - Dietro Mancini ha pescato tre profili diversi. Daniele Ghilardi, centrale della Roma classe 2003, arriva da un percorso che ha attraversato tutte le giovanili azzurre, compresa l'Italia finalista al Mondiale Under 20 del 2023: 189 centimetri, cresciuto nella Fiorentina e passato per Mantova e Sampdoria, si adatta sia alla linea a quattro sia a quella a tre. Michael Kayode, 2004, ha preso la via dell'Inghilterra: dopo l'affermazione in viola è approdato al Brentford, che lo ha blindato fino al 2032, e nel suo curriculum giovanile brilla il colpo di testa che valse all'Italia l'Europeo Under 19 del 2023 contro il Portogallo. Completa il terzetto Eddy Kouadio, 2006 del Monza in prestito dalla Fiorentina: nato a Prato, ha debuttato nel massimo campionato nell'agosto 2025 e si è già affacciato alla Conference League.

MEDIANA, DA ROMANO A DOUMBIA - In mezzo al campo le due novità raccontano storie parallele. Alessandro Romano, nato a Winterthur nel 2006 e oggi al Cagliari, ha vestito le maglie giovanili della Svizzera prima di optare per l'Italia: formatosi in patria e poi nella Roma, passato dallo Spezia, unisce pulizia nel palleggio, corsa e attitudine al recupero del pallone. Issa Doumbia, classe 2003 nato a Treviglio da genitori ivoriani, è invece il prodotto di una gavetta tutta bergamasca tra Ciserano e AlbinoLeffe: dieci gol in Serie B con il Venezia gli hanno spalancato le porte dello Sporting CP, dopo tre presenze con l'Under 21.

GLI ATTACCANTI - Davanti il ct si affida a tre interpreti agli antipodi per storia personale. Sebastiano Esposito, 2002 di scuola Inter, ha bruciato le tappe da ragazzino tra campionato e coppe europee prima di un lungo pellegrinaggio tra prestiti e trasferte all'estero: ora è al Sassuolo, dopo la stagione al Cagliari. Antonio Vergara, 2003 di Frattaminore, si è formato nel Napoli passando per Pro Vercelli e Reggiana, e nell'ultima annata ha timbrato in Champions League contro il Chelsea e in campionato contro la Fiorentina: mancino duttile, il club lo ha legato a sé fino al 2031.

IL CASO ZOMA - Il profilo più atipico è quello di Mohamed Alì Zoma, 2003 con doppio passaporto italiano e ivoriano, anche lui cresciuto nell'AlbinoLeffe. Gioca nel Norimberga, in 2. Bundesliga, e i numeri hanno fatto il resto: quindici reti nella scorsa stagione e cinque nelle prime cinque giornate di quella in corso. Attaccante rapido, letale quando può attaccare lo spazio, non ha alle spalle la consueta trafila nelle Nazionali giovanili – come ricostruisce TUTTOmercatoWEB – e per questo la sua chiamata suona come la più sorprendente del gruppo.

Nove strade diverse, un solo raduno. Mancini allarga il bacino e si prende il tempo di guardarci dentro.

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Sezione: Italia / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 19:16
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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