Ci sono soste che consumano i giocatori e soste che li restituiscono migliori. Quella di Giorgio Scalvini appartiene alla seconda specie. Era partito per Coverciano con una caviglia gonfia dopo Torino, aveva perso la maglia da titolare contro il Belgio, era entrato per venticinque minuti con un'occasione sprecata. Poi Bursa, novanta minuti accanto a Bastoni. Poi Parigi, novanta minuti contro Olise, Dembélé e Doué, preferito a Gianluca Mancini, con le pagelle che lo descrivono solido e in crescita. In quattro giorni il difensore dell'Atalanta è diventato uno dei punti fermi della nuova Italia.

A Bergamo questa notizia pesa più che altrove. La difesa di Sarri arriva alla ripresa con Hien e Kossounou fermi per più di un mese, con Kristensen chiamato a un ruolo da titolare e con Relja Obrić pronto a debuttare. In questo quadro, raccontato ne l'emergenza che non dà tregua, un centrale che torna con due partite di altissimo livello nelle gambe e la fiducia del ct è il miglior rinforzo possibile. Non costa nulla, ed era già in casa.

Il resto lo ha fatto la società, rinnovandogli il contratto proprio alla vigilia di Bursa. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e la proprietà hanno scelto di blindarlo prima che la Premier potesse fare offerte difficili da rifiutare. A giudicare da Parigi, la scelta è stata giusta. Ora tocca a Sarri costruirgli intorno la difesa di ottobre, quella che dovrà reggere il Venezia, il Pafos, il Milan e l'Ajax.

Una caviglia guarita, due titolarità, un contratto nuovo: Scalvini torna a Bergamo da centrale della Nazionale.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 03 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture