Ci sono dilemmi che logorano e dilemmi che arricchiscono. Prima della sosta, la scelta del centravanti era del primo tipo: Krstović titolare a Torino senza incidere, Scamacca in panchina con il morale basso, un attacco che non segnava. Due settimane dopo, il quadro è rovesciato. Il montenegrino ha chiuso la sua finestra con due gol e un assist in quattro partite da titolare, il romano ha sbloccato Italia-Turchia con un destro sotto la traversa alla prima da titolare del nuovo ciclo. Entrambi tornano a Zingonia con qualcosa da dire.

Per Maurizio Sarri è un dilemma buono, e va trattato come tale. Non si tratta di decidere chi è il migliore, ma chi serve di più contro il Venezia, una squadra che pressa alto e che lascia spazi in profondità. Nikola Krstović attacca la profondità e vive sul movimento; Gianluca Scamacca è il riferimento che tiene palla e fa salire la squadra. Due interpretazioni diverse dello stesso ruolo, che l'allenatore può alternare anche nella stessa partita.

Il punto, semmai, è un altro. Con Raspadori fermo, fermato dall'infortunio raccontato a partire da il forfait certificato a Coverciano, e con Sulemana fuori per un mese, l'Atalanta ha bisogno di gol da chiunque li sappia fare. Avere due centravanti in fiducia, invece di uno solo, raddoppia le probabilità. In un ottobre da otto partite in ventiquattro giorni, non è un dettaglio: è una risorsa.

Due centravanti che tornano con il gol nelle gambe: il dilemma di Sarri, stavolta, è il più bello della stagione.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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