Maurizio Sarri sa che il tempo delle attese è terminato. A cinque giorni dalla sfida con il Venezia, che segnerà la ripresa del campionato, il tecnico dell'Atalanta ha fatto il punto in un paio di interviste, consapevole che la squadra dovrà invertire la rotta senza ulteriori indugi: sei punti raccolti nelle prime cinque giornate e tre sconfitte consecutive sono un bilancio pesante per una piazza abituata da anni a respirare l'aria dei piani alti.

IL MESSAGGIO DI SARRI - L'allenatore toscano ripartirà dalla New Balance Arena con un concetto chiaro, rivolto a un gruppo che ha chiuso la scorsa stagione al settimo posto e che oggi occupa l'undicesima posizione: «Il tempo degli alibi è finito». Sarri riconosce di aver ereditato giocatori abituati a vincere con un calcio opposto al suo, e rivendica la scelta di smontare quel modello: «Io ho destrutturato quel modo e adesso mancano i risultati, ma la squadra si deve solo sbloccare». Il passo successivo, nella sua lettura, è liberare la testa: i giocatori devono smettere di pensare a ogni singolo movimento.

L'URGENZA DEI RISULTATI - Il calendario non concede respiro. Dal 12 ottobre al 5 novembre la Dea affronterà in sequenza Venezia, Pafos, Milan, Ajax, Frosinone, Fiorentina, Parma, Kairat Almaty e Monza, con un solo imperativo: tornare a vincere. Il contesto, del resto, è cambiato rispetto a dieci anni fa, quando l'ambiente seppe aspettare con fiducia Gasperini nonostante cinque sconfitte consecutive. Oggi, dopo la profonda rivoluzione estiva, l'Atalanta ha l'obbligo di confermarsi subito competitiva.

TANTI ATTACCANTI, POCHI GOL - La sosta ha ribadito il valore del reparto offensivo nerazzurro. Gianluca Scamacca ha segnato con l'Italia, Charles De Ketelaere ha brillato da centravanti con il Belgio e Nikola Krstović ha firmato una doppietta con il Montenegro. A loro si aggiungono Giacomo Raspadori, inserito nel nuovo ciclo azzurro di Roberto Mancini, e Jonathan Rowe, l'acquisto più oneroso della storia del club, oltre a Eljif Elmas, Nicola Zalewski e Kamaldeen Sulemana. Eppure, il bottino stagionale si ferma a cinque reti, due delle quali firmate da centrocampisti.

IL NODO DE KETELAERE - Far convivere tanti talenti è la seconda urgenza sul tavolo, a partire da la collocazione di De Ketelaere nel reparto offensivo. Sul desiderio del belga di giocare da punta, Sarri ha risposto con una battuta, ipotizzando di chiuderlo in una stanza con i due centravanti per promuovere chi ne uscisse vivo, salvo poi precisare di scherzare e di voler cercare con lui un'altra soluzione. Il punto fermo, però, resta: «Ma io Scamacca e Krstović non li posso certo abbandonare».

LA TRANSIZIONE DA CHIUDERE - L'ambizione c'è, la rosa anche. Ora serve uscire in fretta da questa terra di mezzo, perché il calendario non aspetta nessuno.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 20:47
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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