Sarri e Scalvini, un rapporto fatto di stima dichiarata e di richieste altrettanto esplicite. Nel colloquio con L'Eco di Bergamo, Maurizio Sarri ha dedicato al centrale bergamasco il giudizio più caloroso della sua chiacchierata, prima di fare i conti con un reparto arretrato a ranghi ridotti e di indicare le alternative al centro e sulle corsie.

IL FUTURO LEADER - Su Giorgio Scalvini il tecnico non misura gli aggettivi: «Scalvini sta facendo dei passi in avanti giganteschi». I richiami sulla personalità, spiega, nascono dal fatto che lo considera molto forte, e da chi è molto forte si pretende. L'obiettivo che gli assegna è un cambio di statura: «dovrebbe trasformarsi da leader tecnico in trascinatore». Quanto al dibattito sulla linea a tre o a quattro, l'allenatore lo ridimensiona: conta molto di più se si difende guardando l'uomo o guardando il pallone, e il secondo principio, sostiene, è fatto apposta per un difensore di letture come lui.

IL REPARTO A RANGHI RIDOTTI - Sui centrali che accompagneranno il ciclo di gare ravvicinate, il tecnico non si sbilancia. La variabile principale è il rientro di chi è fermo: «Vediamo soprattutto il recupero di Kossounou quanto ci prenderà ancora». Il resto è una cronaca di lavoro a metà: il difensore arrivato dall'Udinese non ha mai completato una seduta intera per una caviglia che non si è mai del tutto sistemata, mentre gli altri due candidati erano impegnati con le rispettive nazionali. Il verdetto non cerca attenuanti: «siamo indietro». Qualcosa si proverà nei giorni che restano, ma l'allenatore avverte che sarà complicato, mentre il recupero dei difensori fermi ai box detta i tempi del reparto.

KOLAŠINAC AL CENTRO - Tra le soluzioni interne c'è Sead Kolašinac, e per lui il tecnico ha una convinzione e una riserva. La convinzione riguarda il temperamento: «Sicuramente lo può fare per personalità, per carattere, per aggressività». La riserva non sta nei centimetri che gli mancano, ma in un lavoro di natura più profonda: «trasformare un giocatore istintivo in un giocatore di lettura». È la sfida tecnica che il nuovo modo di difendere pone a un interprete abituato a ragionare d'impulso.

LE CORSIE - Sugli esterni il tono si fa più sereno. Raoul Bellanova è una delle rivelazioni di questo avvio: «Bellanova sta facendo bene», e secondo il tecnico il giocatore stesso ammette di sentirsi più a suo agio in una linea a quattro che da quinto. La sua velocità di base, osserva, gli permette perfino di sbagliare e rimediare da solo. A sinistra, invece, la priorità è di crescita: «devo anche cercare di far crescere Bernasconi», perché al più giovane del gruppo vanno date altre occasioni.

Una certezza che deve diventare guida, un reparto da ricomporre e una scommessa tattica: la difesa di Sarri è il cantiere più delicato, e il tecnico lo sa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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