Sarri e il Venezia, il primo esame dopo la sosta e il primo di una lunga serie ravvicinata. Nell'incontro con la redazione de L'Eco di Bergamo, Maurizio Sarri ha indicato che cosa pretende dalla squadra lunedì, ha spiegato perché considera il calendario un problema strutturale e ha ricordato la partita che, pur persa, gli ha dato una risposta.

LA CONSEGNA - Dopo tre sconfitte consecutive il risultato comincia a pesare, ma la richiesta del tecnico per la sfida di lunedì con il Venezia non passa dalla classifica: «Mi piacerebbe vedere una squadra che gioca a calcio». La formula che consegna ai suoi è breve e definitiva: «testa libera per giocare a calcio». Il ragionamento accetta anche l'ipotesi peggiore: se la squadra si libera davvero, può darsi che il risultato immediato non arrivi, ma in prospettiva arriverà con certezza.

LA TONNARA - Sul ciclo di impegni alle porte, l'allenatore sceglie il registro della denuncia e non quello della diplomazia. La sintesi è un'immagine che non ammette repliche: «Il calendario ormai è una tonnara». Nel mirino finisce anche il sistema delle liste: se si costringono i giocatori a disputare così tante gare, sostiene, allora si autorizzino quaranta tesseramenti. Un vantaggio lo riconosce, perché giocando ogni tre giorni non c'è tempo per pensare, solo per scendere in campo. Ma il rovescio è pesante: non ci si allena più, e «quando non ti alleni rischi infortuni».

PROVARE, NON GIOCARE - All'idea che la frequenza delle partite possa accelerare l'apprendimento del suo calcio, il tecnico oppone un no secco: «sarebbe più utile provare tanto». Eppure una speranza la coltiva, e la affida a il ciclo di nove partite in poche settimane: i giocatori, è convinto, hanno ormai capito inconsciamente che cosa devono fare, anche se non riescono ancora a eseguirlo. Proprio il ritmo forsennato potrebbe liberare quella consapevolezza: «sciogliendo le briglie», dice, può emergere tutto ciò che hanno assimilato.

IL SEGNALE DI CAGLIARI - C'è una gara che, pur archiviata senza punti, il tecnico continua a considerare un passo avanti. Contro il Cagliari, spiega, «la squadra ha fatto quello che le sto chiedendo»: ha provato a costruire, ha sbagliato, ha analizzato gli errori. È il processo che l'allenatore invoca da settimane, e che mette al riparo dal giudizio del solo tabellino.

Una richiesta sola, ripetuta in tutte le forme: smettere di calcolare e tornare a giocare. Il resto, nella convinzione del tecnico, seguirà.

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Sezione: Serie A / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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