Non capita spesso che un commissario tecnico divida la Nazionale in due. Roberto Mancini lo ha fatto oggi, lasciando a Coverciano dieci dei suoi convocati per la trasferta di Bursa. Tra loro nomi pesanti come Barella e i due centrali titolari contro il Belgio. La Federcalcio ha spiegato la scelta con la volontà di evitare a tutta la rosa un viaggio faticoso, in vista delle partite con la Francia e di nuovo con la Turchia. Stiamo parlando di gestione delle energie, non di bocciature. Ma le scelte di un ct parlano sempre, anche quando non vogliono dire niente.

A Bergamo, per esempio, parlano bene. Tutti e quattro gli atalantini sono sull'aereo per la Turchia, e con loro c'è Marco Carnesecchi, diventato uno dei soli tre portieri in viaggio dopo che Pessina è rimasto in Italia. Curiosità: tra i dieci rimasti a casa ci sono tre ex nerazzurri, Ahanor, Maldini e Inacio. Ma torniamo al punto. La scelta di Roberto Mancini dice che i nerazzurri faranno parte della seconda partita del ciclo, e che la rotazione annunciata passerà anche da loro.

Non mi piego alla lettura per cui dividere il gruppo sia un segnale di debolezza. In una finestra con quattro partite in undici giorni, è una forma di rispetto per i giocatori e per i club che li hanno prestati. A Bergamo, dove la squadra riprende martedì e ha bisogno di tutti, lo si apprezza ancora di più. L'attesa, dopo gli oltre trentaduemila dell'Olimpico raccontati in la vigilia dell'esordio, ora si sposta in Turchia.

Dieci a Coverciano, il resto in Turchia: nella Nazionale divisa di Mancini, la Dea sta dalla parte di chi viaggia.

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Sezione: Italia / Data: Dom 27 settembre 2026 alle 21:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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