Una domenica lunghissima, piena di insidie, chiusa nel migliore dei modi. Kimi Antonelli ha conquistato il secondo posto nel Gran Premio disputato a Sepang e, complice il ritiro del compagno di squadra George Russell, ha allungato in maniera forse decisiva nella classifica del Mondiale di Formula 1: ora il vantaggio del ventenne della Mercedes è di 84 punti, con 183 ancora in palio.

UNA GARA INTERMINABILE - Già al suo arrivo in Malesia, giovedì, il pilota bolognese aveva espresso un desiderio preciso: «Spero piova un po' in gara, voglio vedere come si comportano queste macchine sul bagnato». È stato accontentato, ma con gli interessi. Seduto a lungo nell'abitacolo della sua W17, ha dovuto attendere prima una quarantina di minuti perché il violento temporale tropicale si allontanasse dal circuito, poi altri quaranta per un'anomalia al software dei motori, che ha bloccato l'intero schieramento fino alla risoluzione del problema.

GESTIONE DA LEADER - Il contesto non era dei più semplici. Antonelli arrivava in Malesia da capoclassifica dopo un fine settimana di contenimento dei danni a Baku, su un tracciato mai affrontato prima, tornato in calendario dopo nove anni, e con una vettura resa improvvisamente meno prevedibile dal nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto dalla Mercedes. Scattato dalla terza posizione, ha chiuso secondo sfruttando le opportunità senza esporsi a rischi superflui, consapevole della posta in gioco: «Sono stato attento, perché so quanto in questa fase ogni piccola cosa possa cambiare in fretta il quadro della situazione».

IL PODIO - Accanto a lui, sul podio, due volti speciali: l'amico Max Verstappen, al primo successo stagionale, e il mentore Lewis Hamilton, terzo con la Ferrari al termine di una rimonta.

IL RITIRO DI RUSSELL - A cinque giri dalla fine, il secondo posto valeva tre punti guadagnati su Russell, in quel momento terzo, con il vantaggio salito a 69 lunghezze quando restano sette Gran Premi e una gara Sprint. Poi il colpo di scena: con la safety car in pista, il britannico è stato costretto a fermare la sua monoposto nei pressi dell'uscita della corsia box per un guasto alla power unit. Un'immagine che riporta alla mente il 2016, quando proprio in Malesia Hamilton vide sfumare le speranze iridate con il motore in fiamme. Russell, abbattuto, non ha nascosto la delusione: «Sapevo che avrei avuto bisogno di fortuna dalla mia parte per cercare di recuperare e non solo non l'ho avuta ma, anzi, ho avuto il contrario».

I CALCOLI PER IL TITOLO - È presto per fissare una data, ma il primo match point dovrebbe arrivare ben prima della chiusura di Abu Dhabi. In teoria, Antonelli potrebbe festeggiare già il 25 ottobre ad Austin, se tra Singapore e il Texas riuscisse a portare il margine a 126 punti, guadagnandone altri 42. Più realistico il 1 novembre in Messico – ricostruisce La Gazzetta dello Sport – quando basterebbero 101 punti di vantaggio, 17 in più di quelli attuali. In caso contrario si passerebbe al Brasile, l'8 novembre, dove sarà sufficiente un margine di 76 punti, inferiore a quello di oggi.

I NODI MERCEDES - Per il pilota italiano, però, non è ancora il momento di contare. Il guasto di Russell si aggiunge a una lunga serie di problemi di affidabilità vissuti dalla Mercedes in questa stagione, e anche il nuovo pacchetto aerodinamico ha dato indicazioni contrastanti. A Singapore il team metterà a confronto la vecchia e la nuova configurazione, per sciogliere ogni dubbio prima dello sprint finale.

Il titolo è vicino, ma Antonelli sa che serve restare concentrati sul presente. Il traguardo, ormai, si vede.

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Sezione: Altri Sport / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 06:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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