Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d'Italia scattando dalla diciannovesima casella: a Monza un pilota italiano non festeggiava da sessant'anni. Una domenica chiusa con gli occhi arrossati dal pianto liberatorio, davanti a un pubblico che lo ha accompagnato passaggio dopo passaggio.
LA RIMONTA DI ANTONELLI - La sanzione in griglia, conseguenza del cambio integrale della power unit, lo aveva spedito in fondo allo schieramento. Da lì è nato un pomeriggio da veterano, corso però da un ragazzo di vent'anni: bastava una tornata per ritrovarlo dodicesimo, sette piazze guadagnate senza esitazioni su avversari che non appartenevano alla sua giornata. Poi la bandiera rossa al terzo giro, causata dall'incidente di Charles Leclerc, e la ripartenza appena fuori dalla zona punti. Al diciottesimo giro era già davanti a tutti, dopo aver regolato il compagno di squadra George Russell.
LA SECONDA CACCIA AL COMANDO - Il copione si è però riaperto quando il pilota della Mercedes ha optato per una seconda sosta prudenziale sfruttando la virtual safety car, scelta che il britannico non ha imitato. Nuova rincorsa, dunque, con il primo affondo alla Prima Variante finito lungo sulla ghiaia, in un istante da far gelare il sangue. Nulla di compromesso: la posizione è tornata sua al giro successivo, il quarantanovesimo.
L'ULTIMO GIRO - Invece di amministrare, all'ultimo passaggio si è preso pure il giro veloce, aggredendo i cordoli fino al traguardo. Il commento del suo ingegnere via radio fotografa la tensione del box: «Ho odiato l'ultimo giro, ma è stato fantastico». La replica del diretto interessato racconta invece il personaggio: «Ma io sono così, a quel punto non mi potevo più contenere».
IL PUBBLICO DI MONZA - Le tribune hanno pesato quanto la strategia. All'uscita della Prima Variante, a ogni transito, la folla si alzava in piedi gridando il suo nome, e lui se ne accorgeva davvero – come riporta La Gazzetta dello Sport – al punto da farne il proprio motore emotivo: «Spostavo leggermente lo sguardo mentre guidavo e li vedevo sulla tribuna di destra alzarsi per me». Una marea arrivata in Brianza senza poter immaginare quello che avrebbe visto.
CLASSIFICA MONDIALE - Il settimo successo stagionale porta il margine di Kimi Antonelli sul compagno di squadra a 66 punti. Attorno a lui si parla apertamente di titolo, lui non lo nomina nemmeno: pura scaramanzia, con la promessa di non toccare più l'argomento fino a dicembre. Il bilancio se lo tiene stretto così: «È stata la giornata più bella della mia vita, ma solo fino a questo momento».
WOLFF E RUSSELL - Il team principal Toto Wolff aveva capito tutto già il sabato sera, quando aveva intuito che il suo pilota avesse una sola missione in testa: «Dopo le qualifiche ho avuto la sensazione che Antonelli avrebbe potuto camminare sulle acque». Diverso l'umore di Russell, scattato secondo e arrivato secondo, unico vero sconfitto della rimonta: nessuna polemica, solo l'ammissione che quel vantaggio in classifica è meritato. «Kimi ha fatto qualcosa di straordinario e voglio congratularmi con lui», ha detto il britannico, che dal canto suo dichiara di non guardare al Mondiale.
IL RETROSCENA - La vigilia più lontana possibile dall'agonismo: motorhome, famiglia, amici stretti, il padre ai fornelli e le carte in tavola. Il venerdì era finito con una sconfitta pesante a briscola, il sabato con un trionfo in coppia con Bezzecchi. Un presagio, a sentire lui, letto con la leggerezza di chi convive senza fatica con la propria maturità.
RECORD E GP DI MADRID - Dei numeri si interessa poco, tanto che ricorda a stento di essere diventato il più giovane vincitore nella storia di Monza. Il primato apparteneva a Sebastian Vettel, in pista domenica al volante della Ferrari F2002 per omaggiare l'amico e maestro Michael Schumacher: alla prospettiva di vedersi soffiare anche il titolo di iridato più precoce, il tedesco non ha opposto resistenza. «Proprio Michael diceva che i record sono fatti per essere superati».
Ora ventiquattr'ore di festa, con i meccanici portati sui kart a Franciacorta. Poi martedì l'Inghilterra, mercoledì la Spagna: il Gran Premio di Madrid non aspetta nessuno.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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