LIVORNO-ATALANTA 1-0
49' Mawete (L)

ANELLI, voto 6
Sul gol può poco: il traversone su punizione di Aramu è perfetto e l'incornata arriva da distanza ravvicinata, con la marcatura saltata davanti a lui. Per il resto è attento quando serve, come sulla conclusione centrale di Calabrò dalla distanza, e coraggioso in uscita nell'episodio che accende le scintille all'82'. Un colpo di testa che condanna la trasferta toscana non macchia la sua prova. Incolpevole.

IDELE, voto 5,5
Alterna cose buone a errori pesanti: nel primo tempo pennella il traversone che Regazzetti deve deviare in corner e si procura un contatto in area che Vingo non ritiene da rigore, poi si fa ammonire nel parapiglia del 56' e nel recupero perde un pallone velenoso a centrocampo che poteva costare il raddoppio. Serve più lucidità nei momenti caldi. Discontinuo.

PLAIA, voto 6
Regge il peso di un centravanti esperto come Di Carmine e poi la mobilità di Gabbiani senza mai andare in affanno. Rimane a terra al 74' dopo un colpo alla testa, si fa medicare e stringe i denti fino alla fine: la sua partita è tutta lettura e mestiere, senza fronzoli. Coraggioso.

MIRRA, voto 6
Difensivamente concede poco, ma la sua serata si accende soprattutto nel finale: prima il battibecco con Calabrò, poi la protesta veemente per il piede alto sul portiere in uscita, episodio che porta l'arbitro al monitor. Guida il reparto con personalità anche quando la squadra si sbilancia. Grintoso.

NAVARRO, voto 6
Prova ordinata sulla corsia mancina, con qualche buona uscita palla al piede quando l'Atalanta prova a distendersi da quella parte. In fase difensiva regge la spinta di Falasco senza sbavature, anche se in avanti manca l'ultimo passaggio che avrebbe fatto la differenza. Diligente.

STEFFANONI, voto 6
Corre e contrasta per settantacinque minuti, prendendosi anche il pestone in scivolata di Falasco che scatena i nervi al 55' e la richiesta di FVS della panchina nerazzurra. Non trova mai lo spazio per la giocata in verticale, ma nel duello fisico non arretra di un metro. Battagliero.

Dal 76' MANZONI, voto 6
Entra nel momento in cui il Livorno alza il pressing e prova a far respirare la squadra, guadagnandosi anche una punizione preziosa su Arrigoni. Poco tempo per incidere davvero. Utile.

LEVAK, voto 5,5
In cabina di regia fatica a dare velocità alla manovra: quando il Livorno accorcia le distanze tra i reparti il pallone gli arriva sempre di spalle e il palleggio nerazzurro si spegne. Il momento migliore è quello in cui si trova pronto sulla girata rimpallata di Bonanomi, con la sfera che carambola sul fondo. Prevedibile.

Dall'87' BERTOLINI, s.v.

POUNGA, voto 6,5
Il più continuo del centrocampo: rompe le linee di passaggio, accompagna e nel recupero salva letteralmente la squadra dal 2-0 chiudendo su Mancini lanciato verso la porta. Al 66' arriva anche a un passo dalla conclusione buona, ma Arrigoni lo anticipa sul più bello. Quantità e tempi giusti. Prezioso.

BONANOMI, voto 6,5
Al quinto minuto firma la prima vera occasione della gara con un'azione personale e un destro a incrociare che sibila il palo, e in avvio di ripresa la sua girata rimpallata rischia di trasformarsi in assist. Confermata l'impressione della vigilia, alla vigilia della trasferta al Picchi di Livorno: è lui la fonte di gioco della Dea. Fantasioso.

Dal 60' DE NIPOTI, voto 5,5
Ingresso più nervoso che incisivo: commette il fallo su Bacciardi che spezza il ritmo dei suoi e si prende un battibecco con Falasco nel finale, senza mai trovare la giocata che serviva per riaprire la partita. Frenetico.

ZANABONI, voto 6
Ha sul destro il pallone che poteva cambiare il pomeriggio: al 32', al culmine della migliore azione corale bergamasca, calcia da due passi e trova il palo alla destra di Martinez. Un centimetro tra la pagella di oggi e quella dell'uomo partita. Prima e dopo, lavoro di sponda diligente. Sfortunato.

Dal 59' MISITANO, voto 6
Nel recupero fa quello che gli si chiede: girata pericolosa in area, deviazione decisiva della difesa amaranto e quarto corner conquistato. Prova a dare peso al reparto offensivo. Attivo.

GHISLANDI, voto 5,5
Da capitano trascina con l'esempio, ma la giocata non arriva mai: in area amaranto ha un paio di palloni vaganti che non riesce a sfruttare e nell'uno contro uno non trova mai il fondo. Da chi si è già raccontato come Ghislandi, leader di questo gruppo, ci si aspettava un peso specifico maggiore. Spento.

Dal 60' DIAO BALDE, voto 6
Porta imprevedibilità nella mezz'ora finale ed è lui a guadagnarsi il contatto in area nel recupero, con l'arbitro richiamato al monitor per il braccio largo di Falasco e la decisione che alla fine premia il Livorno. Coraggio da applaudire. Vivace.

ALL. BEATI, voto 6
La squadra tiene il campo con dignità su un terreno di categoria vera, davanti a tremila spettatori e a una piazza ostile: costruisce, prova a scardinare la difesa amaranto e sfiora il vantaggio con il palo del 32'. Il limite resta quello di sempre — tanto possesso, poca concretezza — e la beffa arriva sull'unico episodio da palla inattiva concesso in avvio di ripresa. I cinque cambi cercano la scossa senza trovarla, ma la reazione dell'ultimo quarto d'ora, culminata nella richiesta del rigore su Diao, dice che il gruppo c'è. Fiducioso.

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© foto di atalanta.it
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Sezione: Under 23 / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 20:26 / Fonte: Daniele Luongo
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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