Sin dalla nascita del progetto Under 23 è uno dei protagonisti della squadra: giunto alla sua quarta stagione, Davide Ghislandi resta il punto di riferimento del gruppo nerazzurro. Nell'intervista rilasciata ai canali ufficiali del club, il capitano ha ripercorso il cammino vissuto con la seconda squadra dell'Atalanta: l'alchimia nata fin dal primo giorno, il valore della vittoria contro il Guidonia impreziosita dal suo gol, l'impatto con il nuovo girone B dopo due stagioni nel girone A e una nel girone C, la propria crescita personale attraverso i tanti ruoli interpretati e la prossima trasferta di Livorno. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Davide, che cosa è cambiato dal primo giorno del progetto Under 23 a oggi?
«Per me, dal primo giorno, è stato abbastanza nuovo e molto entusiasmante: all'inizio si ritrovavano un sacco di ragazzi con cui si era giocato tanto, per cui l'alchimia c'era sin da subito. Tutti gli anni comunque si riparte, a volte con un nuovo mister, a volte con nuove idee, però l'energia e lo spirito sono sempre gli stessi, quelli di fare bene, perché tanti ragazzi sono cresciuti qua e hanno il nostro stesso DNA. È proprio un ambiente familiare in cui si lavora bene e nel quale si devono comunque portare risultati, perché accanto alla crescita dei ragazzi c'è ovviamente anche l'obbligo di fare dei buoni risultati».
Quanto pesa la vittoria contro il Guidonia, arrivata anche grazie al suo gol?
«È stata veramente importante, anche perché all'inizio dei campionati di Serie C le squadre si rinnovano tanto, per cui ci sono sempre tanti punti di domanda. Dopo la prima sconfitta in trasferta col Vado era importantissimo fare una buona gara, cosa che abbiamo fatto: in più è arrivato anche il risultato. Adesso c'è da proseguire assolutamente, perché è l'inizio e bisogna continuare per poter fare bene».
Dopo due stagioni nel girone A e una nel girone C, quest'anno vi confrontate con il girone B: quali differenze ha notato?
«Le differenze tra gironi non è che le abbia notate tantissimo, nel senso che ci sono ambienti diversi, però i giocatori alla fine non dico che siano gli stessi, ma il livello più o meno è quello: tutti gli anni ci sono le squadre più forti e le squadre meno forti. A parte gli ambienti in cui vai a giocare in trasferta, in stadi diversi e in diverse parti d'Italia, il livello qualitativo più o meno è quello. Ci sono anni in cui un girone è un po' meno forte perché ci sono meno squadre blasonate, però alla fin fine te la devi giocare con tutti e devi sempre entrare in campo bene, perché qualsiasi squadra ti può mettere in difficoltà».
Tanti anni con la stessa maglia: quanto è cresciuto in questo percorso?
«Io tanto, soprattutto come giocatore più che come persona. Certo, sono cresciuto anche come persona, perché cambiano le esperienze, cambia la vita, succedono tante cose, ma come giocatore in questi anni ho fatto un pochino quasi tutti i ruoli, perché a volte, per qualche assenza o per qualche cambio di sistema di gioco, veniva richiesto un cambio di ruolo, e questo mi ha fatto crescere tanto. Sono il più anziano del gruppo, però tutti gli anni alla fine la crescita non smette mai: è ovvio che un ragazzo più giovane abbia margini diversi rispetto a me, che ho qualche anno in più, però l'interpretazione di ruoli differenti ti può far crescere tanto. Infatti sono felice quest'anno di aver cambiato qualcosina e lo sto interpretando a modo mio, con le richieste che ovviamente mi fa il mister».
All'orizzonte c'è la trasferta di Livorno: cosa serve per dare continuità?
«Serve entrare con lo stesso spirito, ovvero tenere sempre il livello agonistico alto, perché in qualsiasi partita, se non pareggi quell'aspetto, l'avversario entra in campo col giusto piglio: prima si va a pareggiare quello e poi si mettono in campo le nostre caratteristiche. Il Livorno è una piazza importante, è una squadra forte e sicuramente ce la giocheremo: hanno iniziato bene, hanno fatto quattro punti, quindi dovremo giocarcela con le nostre carte, ma soprattutto entrare in campo col giusto piglio come abbiamo fatto col Guidonia».
Quattro stagioni con la stessa maglia, la consapevolezza del più esperto del gruppo e la sensazione di non aver ancora smesso di imparare: Ghislandi si conferma la bussola dell'Under 23 nerazzurra. E in vista dell'"Armando Picchi" il messaggio è chiaro, a partire dalla necessità di tenere sempre il livello agonistico alto.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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