Un abbraccio con suo padre Marco a meno di dieci minuti dai semafori, poi giù la visiera e dentro quella dimensione che è soltanto sua. Andrea Kimi Antonelli aveva promesso che avrebbe cercato di «partire pulito, senza fare niente di magico», come aveva detto sabato dopo la pole position. E la promessa è stata mantenuta alla lettera: scatto impeccabile dalla prima casella, comando della gara mai ceduto, trionfo da dominatore assoluto sul circuito più iconico del calendario. Il Principato di Monaco ha un nuovo re, e ha diciannove anni.

IL RECORD E LA STORIA - Nessuno aveva mai vinto il Gran Premio di Monaco così giovane. Antonelli entra nella leggenda del Circus conquistando il gradino più alto del podio di Montecarlo, in una gara che ha tenuto in pugno dalla prima all'ultima curva. La partenza era il nodo da sciogliere: in questo avvio di stagione le staccate ai semafori avevano rappresentato il suo punto debole. A Montecarlo, dove il via può valere metà gara, ha cancellato ogni timore con un'accelerazione pulita e devastante.

IL CROLLO DI VERSTAPPEN - Alle sue spalle, nel primo giro, si consumava già il colpo di scena più clamoroso della giornata. Max Verstappen, secondo in griglia dopo una qualifica di altissimo livello, ha stallato in partenza scivolando rapidamente verso le ultime posizioni. Via radio è arrivato il verdetto amaro: «Cosa posso fare? Il motore è rotto». Un problema alla power unit della sua Red Bull lo ha costretto al ritiro già al terzo giro. «Era inutile continuare in queste condizioni», ha commentato l'olandese appena sceso dalla vettura, «non saremmo andati da nessuna parte con quel guasto al motore».

FERRARI A DUE FACCE - Il ritiro del quattro volte campione del mondo ha proiettato le due Ferrari in seconda e terza posizione, ma il weekend ha riservato esiti opposti ai due piloti del Cavallino. Lewis Hamilton, secondo all'arrivo per il secondo Gran Premio consecutivo dopo il Canada, ha portato a casa punti preziosi nonostante la penalità di cinque secondi scontata in pit stop per aver superato il limite di velocità in corsia box. Domenica nera, invece, per Charles Leclerc. A quindici giri dalla fine, quando il monegasco occupava la terza posizione, si è scatenato il finimondo: prima le incomprensioni ai box nella fase del doppio pit-stop con Safety Car, che hanno frenato la sua rimonta verso la seconda piazza, poi l'errore in ripartenza che lo ha spedito contro il muro, causando la bandiera rossa a dieci giri dal termine – come riferisce gazzetta.it. Leclerc è uscito furioso dall'abitacolo, puntando il dito via radio contro i freni, e ha aggiunto uno zero pesante al suo bilancio stagionale.

RUSSELL SENZA PUNTI - Giornata da archiviare anche per George Russell, punito con cinque secondi di stop per eccesso di velocità in pit lane come accaduto a molti altri piloti in questo pomeriggio costellato di sanzioni. Il team ha però commesso l'errore di non far scontare la penalità durante il pit-stop: la conseguenza è stata un drive through che, alla ripartenza dopo la bandiera rossa, lo ha rispedito in fondo al gruppo. Russell ha chiuso fuori dalla zona punti, lasciando Montecarlo con zero alla voce, e porta ora 68 punti di distacco da Antonelli, sempre più solo in testa al Mondiale.

HADJAR SUL PODIO - Nel mezzo del caos generale, la nota più bella al di fuori del binomio Mercedes è firmata da Isack Hadjar. Il francese della Red Bull ha conquistato un meritato terzo posto nonostante i problemi al motore che ne hanno limitato le prestazioni per l'intera durata del Gran Premio. Pierre Gasly, che aveva tagliato il traguardo in terza posizione, è stato declassato al settimo posto per una penalità da cinque secondi. Difficile il pomeriggio della McLaren: Lando Norris, campione del mondo in carica, ha dovuto fermarsi al 46° giro per un guasto tecnico, mentre il suo compagno Oscar Piastri, alla presenza numero 1000 in Formula 1 per il team di Woking, ha chiuso quarto. A punti anche le due Racing Bulls: Liam Lawson quinto e Arvid Lindblad sesto. Tra i ritirati, oltre a Verstappen, Norris e Leclerc, anche Valtteri Bottas e Oliver Bearman.

Il Mondiale ora parla sempre più chiaro: con cinque vittorie consecutive, Antonelli e la sua generazione azzurra stanno riscrivendo i libri di storia dello sport italiano. Montecarlo è soltanto l'ultimo capitolo.

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Sezione: Altri Sport / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 18:47
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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