L'attesa per un fisiologico calo atletico si è sciolta come neve al sole sotto il cielo della capitale spagnola. Jannik Sinner non conosce il significato della parola stanchezza e continua ad abbattere ogni record che incrocia sul suo cammino agonistico. La cavalcata trionfale dell'altoatesino si è arricchita di un nuovo, luminosissimo capitolo, sbranando letteralmente la concorrenza in un torneo iberico che fino a pochissimo tempo fa rappresentava una chimera per i colori azzurri.
LA DITTATURA TECNICA IN FINALE - Il match decisivo contro Alexander Zverev, attuale numero tre delle classifiche mondiali, si è trasformato in una spietata e quasi irriverente esibizione di superiorità. In appena cinquantasette minuti di orologio, l'azzurro ha sbrigato la pratica con un perentorio e indiscutibile 6-1, 6-2, riducendo un avversario di altissima caratura al ruolo di passivo sparring partner. Il teutonico, seppur entrato in campo con discreti numeri al servizio, è stato immediatamente travolto dalle variazioni tattiche, dalle sortite a rete e dall'aggressività del nostro portacolori, smarrendo nel giro di pochi scambi le proprie certezze da fondo campo e la fiducia necessaria per arginare l'onda d'urto avversaria.
UN TOUR DE FORCE LEGGENDARIO - I numeri di questo pazzesco inizio di stagione rasentano la perfezione assoluta. – come sottolinea Gazzetta.it – la striscia positiva costruita dal talento italiano assume i contorni dell'impresa mitologica. In nemmeno due mesi, il fuoriclasse azzurro ha inanellato ventitré vittorie e messo in bacheca quattro trofei consecutivi (Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid). Ma il dato più spaventoso riguarda i Masters 1000: contando anche il successo parigino indoor dello scorso novembre, i trionfi di fila nei tornei di prima fascia diventano clamorosamente cinque. Un primato assoluto nella storia del tennis maschile, che permette all'italiano di staccare in un colpo solo leggende del calibro di Novak Djokovic e Rafael Nadal, fermatisi in passato a quota quattro.
IL MIRINO SUL FORO ITALICO E IL MESSAGGIO AL CIRCUITO - La fame di successi non accenna a diminuire. Alla vigilia, il coach Simone Vagnozzi aveva dettato l'agenda in maniera inequivocabile: vincere in Spagna, sbancare Roma e dominare a Parigi. Una tabella di marcia che il suo formidabile allievo sta eseguendo alla lettera. «Zverev non era al top della forma, io ho spinto fin dal primo scambio per scappare via. Questi cinque titoli 1000 consecutivi nascondono alle spalle tantissima dedizione, impegno e sudore», ha dichiarato a caldo il dominatore del circuito, per il quale ora manca soltanto l'incoronazione casalinga per completare il clamoroso puzzle di tutti i grandi tornei Atp.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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