Non è una semplice esibizione, e tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz non lo è mai stata. A Riad, questa sera (non prima delle 20 italiane), va in scena l’ennesimo capitolo della rivalità più accesa e affascinante del tennis mondiale. In palio non solo il prestigio, ma anche un montepremi faraonico: oltre 5 milioni di euro al vincitore, quasi un milione in più rispetto al premio riservato al trionfatore degli ultimi Us Open. Numeri che raccontano quanto l’Arabia Saudita stia investendo sul tennis, ma anche quanto questa sfida sia ormai diventata un evento globale.
IL PRECEDENTE – Dodici mesi fa, sempre a Riad, Sinner aveva battuto Alcaraz in un match spettacolare durato più di due ore. Uno show totale, senza punti in palio ma con tanta intensità e agonismo. Da allora, molto è cambiato: Jannik è cresciuto ancora, migliorando soprattutto al servizio, mentre Carlos ha aggiunto trofei e maturità. Stasera si riparte da quel 2023 per scrivere un nuovo capitolo della saga “SinCaraz”, che ha già monopolizzato il tennis mondiale.
UN DUO DOMINANTE – Lo testimoniano i numeri: Sinner e Alcaraz hanno vinto 15 dei 16 tornei disputati insieme nel 2024 e sono i protagonisti degli ultimi otto Slam consecutivi (quattro a testa). Si sono affrontati sei volte in finale tra Masters 1000, Slam e tornei ATP, con lo spagnolo avanti negli scontri diretti ufficiali (10-5). Ma l’azzurro resta il dominatore della parte finale della stagione: dal 2022 a oggi, tra settembre e novembre, ha vinto l’81% dei match disputati (50 vittorie, 12 sconfitte), mentre Alcaraz nello stesso periodo ha raccolto un record di 27 successi e 15 ko.
PARLA SINNER – Alla vigilia, Jannik ha sottolineato la crescita di entrambi e la spinta reciproca che li ha portati al vertice: «Io e Carlos siamo giocatori e persone molto diverse, dentro e fuori dal campo. Ma ogni volta ci spingiamo al limite - riporta La Gazzetta dello Sport -. Cerchiamo di cambiare qualcosa sul piano tattico, perché vogliamo sempre migliorarci. Lui porterà un livello altissimo, come sempre. Speriamo di offrire una grande partita».
LA CORSA AL TRONO – Sullo sfondo, resta la corsa al numero 1 mondiale. Difficile, ma non impossibile: per Sinner servirebbe un finale di stagione perfetto e un crollo improvviso del rivale spagnolo. Poco probabile, ma non impensabile per chi negli ultimi mesi ha fatto a pezzi anche Novak Djokovic. Lo stesso serbo, dopo la semifinale persa mercoledì, ha scherzato: «Sinner mi ha preso a calci nel sedere! Se solo potessi avere il suo corpo per un anno…».
RIAD, L’ARENA D’ORO – Lo scenario è quello delle grandi occasioni: un’arena moderna, un pubblico internazionale e una cifra monstre per chi solleverà il trofeo simbolico. Ma più del denaro, sarà la rivalità a rendere incandescente la serata. In un tennis che cerca i suoi nuovi dominatori, Sinner e Alcaraz rappresentano il presente e il futuro: due talenti che si rincorrono, si spingono e si migliorano a vicenda.
Non è solo un’esibizione, è un manifesto. La finale di Riad mette in scena l’essenza del tennis contemporaneo: velocità, talento e fame. Tra Sinner e Alcaraz non c’è tregua, solo rispetto e competizione. Il mondo guarda, e il tennis sorride: i nuovi re sono già qui.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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