Una serata di emozioni, storia e appartenenza. In occasione dei 118 anni dell’Atalanta e dell’inaugurazione della statua dell’Europa League vinta a Dublino, TuttoAtalanta.com ha raccolto le parole di Marino Magrin, uno dei grandi simboli della Dea anni ’80, protagonista in campo e nel cuore dei tifosi.
L’ex centrocampista, che ha vissuto gli anni della risalita e del sogno bergamasco, ha espresso tutta la sua commozione nel tornare tra la sua gente, sottolineando ancora una volta quanto il legame con Bergamo sia rimasto indissolubile.
Marino, che emozione è tornare a Bergamo per una serata così speciale dedicata all’Atalanta e alla sua storia?
«Prima di tutto voglio fare i complimenti a chi ha organizzato questa festa. È un evento straordinario, di quelli che ti lasciano senza parole. Essere qui e vedere tutto questo affetto è davvero emozionante. Non è da tutti ricordarsi degli ex giocatori, e questo dimostra ancora una volta che l’Atalanta è una società unica. Solo qui si vivono serate così, con un calore e una partecipazione che ti toccano il cuore».
Cosa l’ha colpita di più della serata?
«L’atmosfera, innanzitutto. Camminare tra i tifosi, rivedere gli ex compagni, respirare la storia che si è costruita insieme… È bellissimo. Poi mi ha emozionato molto visitare il museo con le maglie storiche, rivivere i ricordi di quegli anni e ritrovare i simboli di un passato che continua a essere vivo. Parlavo poco fa con il signor Andella e ricordavamo quando da giovani guardavamo le formazioni dell’Atalanta in Serie A sognando di poterci arrivare. Per me, che ho iniziato in Serie C e sono arrivato fino alla massima serie con questa maglia, è motivo d’orgoglio. Mi sento parte di questa grande famiglia atalantina».
Davanti alla statua dell’Europa League, cosa ha provato vedendo quel trofeo così vicino?
«Una gioia immensa. È un’opera stupenda, che racchiude il sogno di un’intera città. L’Europa League è il risultato di un percorso costruito con pazienza e passione in tanti anni. È un successo che l’Atalanta meritava pienamente, perché dietro ci sono lavoro, serietà e una crescita costante. Faccio i complimenti a Gasperini, ai giocatori, a tutto lo staff e naturalmente alla società. La presidenza Percassi ha costruito qualcosa di meraviglioso e oggi Bergamo raccoglie i frutti di tutto questo».
C’è spazio per altri sogni dopo un traguardo così grande?
«Sinceramente credo che quanto fatto sia già qualcosa di straordinario. Questa squadra e questa società hanno dimostrato che con la passione e la competenza si può arrivare ovunque. Non serve un altro inno o un nuovo obiettivo: l’importante è continuare su questa strada, restare uniti e mantenere lo spirito che da sempre contraddistingue l’Atalanta. Per me, tutto questo è già bellissimo».
Le parole di Marino Magrin raccontano più di un semplice ritorno: sono la testimonianza di un legame che non si è mai spezzato. La festa per i 118 anni della Dea non è stata solo una celebrazione, ma un ponte tra passato e presente, tra chi ha costruito la storia e chi la sta scrivendo ora.
E come ricorda Magrin, con orgoglio e un pizzico di emozione: «Una volta atalantino, sempre atalantino».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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