Il calcio senza la sua colonna sonora è un teatro muto che mette i brividi. Mentre la corsa ai vertici della classifica si infiamma regalando spettacolo ed emozioni, sugli spalti del Grande Torino è andata in scena la rappresentazione più triste del nostro campionato. Un vuoto pneumatico che fa rumore più di mille tamburi, un'istantanea amara che racconta le contraddizioni e i malumori di un movimento che troppo spesso si ritrova orfano della sua anima più genuina.

CLIMA SURREALE - La venticinquesima giornata di Serie A ha offerto una cornice a dir poco spettrale per il fischio d'inizio della sfida tra Torino e Bologna. Le gradinate dell'impianto piemontese si sono presentate praticamente sguarnite, un colpo d'occhio desolante che certifica una frattura profonda e ormai radicata. Le due curve, storicamente il cuore pulsante e il motore del tifo granata, hanno scelto la via della diserzione per portare avanti una durissima forma di protesta contro la società, un braccio di ferro che si trascina ormai da parecchio tempo senza apparenti vie d'uscita.

L'ESILIO ROSSOBLÙ - Ad acuire il senso di desolazione visiva ha contribuito pesantemente anche l'assenza totale della tifoseria ospite. I sostenitori emiliani sono infatti finiti nella lunga lista delle piazze colpite dai rigidi divieti di trasferta in questa tormentata fase della stagione. La sanzione, che terrà i bolognesi lontani dagli spalti esterni fino al primo giorno di marzo, è scattata come misura punitiva in seguito ai pesanti tafferugli registrati a margine della recente trasferta contro il Como. Un'assenza forzata che ha spento anche l'ultimo barlume di colore nel settore a loro dedicato.

LA MIGRAZIONE - In questo scenario quasi post-apocalittico per un evento sportivo, non è passata inosservata una mossa singolare da parte dello zoccolo duro del tifo di casa. Alcuni esponenti dei gruppi organizzati, storici ultras che abitualmente popolano i gradoni della curva Primavera, non hanno abbandonato del tutto la squadra, optando per un vero e proprio trasloco tattico. I membri della fazione più calda si sono infatti accomodati sulle poltroncine della tribuna, assistendo al match da una prospettiva insolita e in un contesto decisamente anomalo.

Uno stadio svuotato della sua passione perde la sua essenza più profonda. Il silenzio assordante dell'impianto sabaudo non è solo l'eco di una contestazione o l'effetto di una squalifica esemplare, ma un monito severo per un intero sistema che, senza il calore pulsante della sua gente, rischia di ridursi a un freddo prodotto televisivo.

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Sezione: Altre news / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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