Il campionato di Serie A non smette mai di regalare finali al cardiopalma e ribaltoni clamorosi. Mentre la Dea continua la sua marcia nelle zone nobili e prepara i delicatissimi incroci europei, la feroce lotta per la sopravvivenza nel massimo torneo si arricchisce di un capitolo pazzesco. Al Tardini va in scena una sfida rusticana e vibrante, risolta solamente quando i titoli di coda sembravano ormai scorrere inesorabili verso un pareggio beffardo per i padroni di casa.
IL TIMBRO IN ESTREMIS - Il famoso "Parma time" colpisce ancora, ergendosi a giudice supremo di una sfida folle. Quando le speranze del pubblico ducale sembravano ormai svanite contro il muro eretto dalla formazione di Sammarco, ci ha pensato Pellegrino a far esplodere lo stadio. In pieno recupero, l'argentino ha capitalizzato al massimo un cross calibrato dalla destra da Nicolussi Caviglia, insaccando di testa il definitivo 2-1. Un copione identico a quanto già vissuto a Bologna, che vale un pezzo enorme di salvezza per la squadra di Cuesta, proiettata a quota 29 punti. Di contro, la rete incassata oltre il novantesimo suona come una mezza condanna per gli scaligeri.
AVVIO SHOCK E ROSSO DIRETTO - Eppure, i primissimi istanti avevano lasciato presagire una domenica totalmente in discesa per gli emiliani. Sono bastati appena quattro giri di orologio a Bernabè per pescare il jolly con un fendente mancino letale, capace di superare Montipò e sbloccare immediatamente il punteggio. Pochi istanti dopo, la situazione per l'Hellas è precipitata ulteriormente: un mancato fischio del direttore di gara Pairetto ha scatenato le furiose proteste di Orban, culminate in un insulto che l'arbitro ha sanzionato con l'espulsione diretta, lasciando gli ospiti in inferiorità numerica per quasi tutta la gara.
IL MONOLOGO E LA BEFFA - Con l'uomo in più, la partita si è trasformata in un vero e proprio assedio gialloblù. Strefezza e Britschgi hanno sfiorato a più riprese il raddoppio, peccando però della necessaria cattiveria sotto porta. Una leggerezza pagata a caro prezzo: in una delle rarissime sortite offensive venete, Bowie ha protetto palla spostando Circati, costringendo il difensore a una vistosa trattenuta in area. Per l'arbitro non ci sono stati dubbi e dal dischetto Harroui ha gelato i tifosi crociati, firmando l'incredibile 1-1.
L'ASSEDIO FINALE - La ripresa si è giocata costantemente in una sola metà campo. I padroni di casa, pur gettando nella mischia forze fresche come Ondrejka e Oristanio, hanno evidenziato notevoli limiti in fase realizzativa, sbattendo ripetutamente contro l'organizzazione difensiva avversaria. L'Hellas ha resistito stoicamente, graziata anche dalla traversa colpita dal solito, vivacissimo Strefezza con una pregevole conclusione a giro. I continui tentativi di Bernabè e del subentrato Ondrejka sembravano destinati a spegnersi in un nulla di fatto, fino all'epilogo mozzafiato arrivato proprio sui titoli di coda.
Un finale rocambolesco che ridisegna in maniera netta gli equilibri nei bassifondi della classifica, dimostrando ancora una volta come in questa Serie A ogni singolo pallone possa pesare come un macigno, punendo chi abbassa la guardia anche solo per un secondo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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