La trasferta nella Capitale si incastra in uno snodo cruciale della stagione nerazzurra, un crocevia in cui le ambizioni di campionato finiscono inevitabilmente per incrociarsi con il richiamo ammaliante della notte europea. All'Olimpico contro la Lazio, la gestione tecnica si ritrova a dover calibrare le energie col bilancino del farmacista, soppesando assenze pesanti e l'imminenza della super sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund. Le scelte di formazione, mai come oggi, diventano un rebus strategico ad alta tensione.

IL CALVARIO DEL BELGA - L'unica vera nota stonata nella spedizione romana riguarda l'assenza di Charles De Ketelaere. Finito sotto i ferri giovedì per risolvere definitivamente il problema al menisco destro, il fantasista ha iniziato il suo percorso di riabilitazione. Il quadro clinico lascia filtrare un cauto ottimismo, delineando uno stop stimato in circa un mese. Un periodo apparentemente contenuto, ma che a livello di calendario si traduce in un cratere pesantissimo: il talento fiammingo sarà costretto a saltare ben sette sfide vitali, dal doppio confronto con i biancocelesti (incluso l'impegno di coppa) agli ottavi europei contro i tedeschi, passando per le trappole contro Napoli, Sassuolo e Udinese.

REBUS CENTRAVANTI E TRIDENTE INEDITO - Dall'infermeria, però, arrivano anche i sorrisi che servono per rinfrancare il gruppo. Gianluca Scamacca ha smaltito del tutto la noiosa contusione all'anca ed è regolarmente aggregato ai compagni - scrive L'Eco di Bergamo -, in una lista di convocati che conta ventitré effettivi su ventiquattro a disposizione. La sua presenza dal primo minuto è tuttavia in forte dubbio: l'idea dello staff è di non logorarlo in vista della gara ravvicinata in Germania, affidando le chiavi dell'attacco all'ispiratissimo Nikola Krstovic. Qualora si concretizzasse questo scenario, assisteremmo a uno stravolgimento totale del pacchetto avanzato "storico": senza Ademola Lookman ormai ceduto, l'infortunato fiammingo e il bomber romano in panchina, i fianchi del montenegrino verrebbero coperti da Lazar Samardzic a destra e Giacomo Raspadori a sinistra, con Nicola Zalewski pronto a subentrare o a scambiare le posizioni.

IL NODO DEGLI ESTERNI - Le rotazioni ragionate in ottica Champions investiranno prepotentemente anche le corsie laterali, l'eterno motore del gioco nerazzurro. Davide Zappacosta, reduce da un tour de force incessante, potrebbe tirare il fiato lasciando la banda di destra alle accelerazioni di Raoul Bellanova. Sul versante opposto le variabili aumentano: il giovane Tommaso Bernasconi contende la maglia da titolare al polacco ex Roma, sebbene non sia da escludere l'opzione di dirottare lo stesso veterano di Sora sulla corsia mancina in caso di necessità tattica.

CERTEZZE E BALLOTTAGGI DIETRO - Al netto dei dubbi legati al turnover, l'ossatura della squadra poggerà su fondamenta solide e collaudate. L'asse centrale manterrà i suoi stakanovisti: Marco Carnesecchi difenderà i pali, supportato dalla fisicità di Giorgio Scalvini e Berat Djimsiti. In sala macchine, la diga sarà eretta dalla coppia inossidabile formata da Marten de Roon ed Ederson. L'unico duello nel pacchetto arretrato si consuma nel ruolo di braccetto di sinistra, dove l'esuberanza giovanile di Pietro Ahanor sembra vantare un leggero margine sull'esperienza internazionale di Sead Kolasinac.

L'attesa per la lettura delle formazioni ufficiali è febbrile. La direzione, in ogni caso, è tracciata: la compagine atalantina è chiamata a dimostrare di avere una rosa talmente profonda e matura da poter tentare il blitz all'Olimpico senza prosciugare il serbatoio in vista dell'incrocio europeo. Il salto di qualità definitivo passa anche dalla gestione di queste serate.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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