Eravamo abituati a vederlo volare in cielo, sfidando la gravità con quelle rovesciate impossibili che facevano esplodere lo stadio di Bergamo. Oggi, però, Mauricio Pinilla è costretto a una sfida ben più terrena e complessa, lontana dai riflettori del campo ma terribilmente più spigolosa. L'ex centravanti cileno, idolo della tifoseria orobica per il suo spirito guerriero, ha deposto per un attimo la corazza del gladiatore per rivelare una fragilità umana che colpisce dritto allo stomaco. In una confessione a cuore aperto, Pinilla ha raccontato il calvario vissuto nelle ultime settimane, tra diagnosi spaventose e la volontà ferrea di rialzarsi ancora una volta.

IL CROLLO FISICO - Tutto è iniziato come un inspiegabile cortocircuito dell'organismo. Non un semplice malessere, ma un vero e proprio blackout che ha costretto "Pinigol" a un ricovero d'urgenza. Il racconto di quei giorni è drammatico e restituisce l'immagine di un uomo in balia degli eventi: «Ho trascorso momenti davvero brutti, il mio sistema immunitario è andato letteralmente in tilt», ha confessato l'ex numero 51 al programma sportivo Metro TV. Un mese da incubo, scandito da quattro influenze in quattro settimane, fino al punto di rottura: «Avevo la febbre a 41, deliravo. Non ricordo nemmeno come sono arrivato in clinica, sono stati quattro giorni di ricovero durissimi».

LA DIAGNOSI CHOC - È stato proprio durante gli accertamenti clinici, necessari per capire l'origine di quella debilitazione estrema, che è emersa la verità più dura. Pinilla si era recato in ospedale per dei controlli legati a una prostatite e alla comparsa di alcune macchie cutanee sospette. L'esito è stato una doccia fredda: «Dalle analisi ho scoperto di avere un tumore alla pelle. È una cosa di cui finora non avevo mai parlato con nessuno, lo sapeva soltanto la mia famiglia». Un segreto custodito tra le mura domestiche per metabolizzare il colpo prima di poterlo condividere con il mondo.

LE FERITE DELL'ANIMA - La battaglia, però, non è solo contro le cellule impazzite, ma anche contro i fantasmi della mente. L'impatto psicologico della malattia ha lasciato scorie pesanti, costringendo Pinilla a fare i conti con una fragilità emotiva inedita. «Oggi mi sento molto meglio fisicamente – ha ammesso con grande onestà –, ma combatto ancora con attacchi d'ansia improvvisi. Per gestirli devo ricorrere a farmaci e ansiolitici». Un percorso di guarigione che passa inevitabilmente per la testa: «Sono seguito da uno psicologo e da uno psichiatra. Sono in cura e non ho alcuna intenzione di mollare».

LA RISALITA - Nonostante lo spavento, l'orizzonte sembra schiarirsi. La diagnosi precoce e le terapie mirate stanno dando i frutti sperati, permettendo all'ex attaccante di guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Il piano clinico è tracciato: «Questa è solo la prima parte del percorso, ora servirà bruciare le macchie che ho sulla pelle, ma il problema dovrebbe risolversi in breve tempo». Tra esposizione controllata al sole e ritorno agli allenamenti fisici, Mauricio ha ripreso a "pedalare". La rovesciata più importante della sua vita non è ancora finita in rete, ma Pinilla è pronto a coordinarsi per l'impatto vincente. Bergamo tifa per lui.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 16:29
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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