C'è un confine sottile tra la grande squadra che incanta e quella che, pur inciampando nelle proprie insicurezze, riesce in un modo o nell'altro a portare a casa l'intera posta in palio. La notte di San Siro restituisce la fotografia di un Diavolo incerottato nell'anima ma granitico nei numeri, capace di sopravvivere alle proprie paure e di piegare un Pisa coriaceo solo quando lo spettro di un passo falso inatteso sembrava ormai essersi materializzato.

IL TABÙ DELLE PICCOLE - Il canovaccio tattico visto al Meazza è un film già proiettato innumerevoli volte durante la gestione di Massimiliano Allegri. Quando l'avversario rinuncia a giocare, sigilla gli spazi e consegna volontariamente le chiavi del possesso ai rossoneri, la manovra perde fluidità e si trasforma in un monologo sterile. I toscani hanno interpretato alla perfezione il ruolo della provinciale organizzata, pronta a pungere in ripartenza sfruttando le amnesie di una retroguardia costretta a giocare pericolosamente a campo aperto.

SQUILLI E SBLOCCO - L'equilibrio del primo tempo ha rischiato seriamente di spezzarsi a favore degli ospiti, quando Stojilkovic si è trovato a tu per tu con il clamoroso vantaggio, andando però a sbattere contro il consueto muro eretto da Maignan, ancora una volta guardiano provvidenziale. Lo spavento ha scosso il Milan, che proprio a ridosso del duplice fischio ha trovato l'ossigeno necessario: ci ha pensato Loftus-Cheek a scardinare il lucchetto avversario, mandando le squadre negli spogliatoi con un divario minimo ma psicologicamente devastante per gli avversari.

RIGORE FATALE E RIMONTA - L'inizio della ripresa sembrava il preludio a un'amministrazione controllata, soprattutto quando sui piedi di Fullkrug è capitato il penalty del possibile colpo di grazia. L'esecuzione disastrosa dell'attaccante ha però avuto l'effetto di un elettroshock per la formazione ospite. Ripreso vigore e coraggio, il Pisa ha fiutato l'impresa e, un quarto d'ora più tardi, ha ammutolito lo stadio incassando il pareggio con Loyola, al suo primo storico sigillo in Serie A. Una rete che ha riportato d'attualità i vecchi incubi milanisti contro le squadre di bassa classifica.

LA CLASSE DEL CAMPIONE - Nel momento di massima apnea, quando il pallone scotta, la tensione sale e la lucidità si annebbia, la differenza la fa esclusivamente il pedigree. Luka Modric è salito in cattedra estraendo dal proprio infinito repertorio la stoccata decisiva, quella che tramuta un mezzo disastro in una vittoria di platino. Non sarà stato il successo più brillante della stagione, ma rappresenta l'affermazione di un gruppo maturo che sa navigare anche nella tempesta più insidiosa.

Ora il Milan può accomodarsi in poltrona e assistere ai big match Inter-Juventus e Napoli

IL TABELLINO

PISA-MILAN 1-2
39' Loftus-Cheek (M), 26' st Loyola (P), 40' st Modric (M)

Pisa (3-4-2-1): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré (41' st Leris), Loyola (47' st Durosinmi), Aebischer (12' st Akinsanmiro), Angori; Tramoni (12' st Iling-Junior), Moreo (41' st Piccinini); Stojilkovic. A disposizione: Luppichini, Guizzo, Højholt, Meister, Cuadrado, Stengs, Coppola, Calabresi, Lorran. All.: Hiljemark

Milan (3-5-1-1): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame (31' st Pulisic), Fofana (28' st Ricci), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Loftus-Cheek (28' st Leao); Nkunku (1' st Füllkrug). A disposizione: Terracciano, Pittarella, Estupiñán, De Winter, Odogu, Jashari. All.: Allegri

Arbitro: Fabbri

Ammoniti: Touré (P), Bartesaghi (M)

Espulsi: Rabiot (M)

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Sezione: Serie A / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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