Il destino, quando decide di intrecciare le strade del pallone, sa essere un regista spietato e affascinante. Lazio e Atalanta si preparano a vivere un lungo e logorante duello rusticano: tre atti racchiusi in appena due mesi, un trittico che deciderà le sorti di un'intera stagione e non solo. Si parte oggi pomeriggio sul prato dell'Olimpico, per un incrocio di campionato che ha il sapore inequivocabile dello «spareggio» per il settimo posto, ma l'eco di questa sfida rimbomberà fino al 4 marzo e al 22 aprile, quando sul piatto ci sarà il pass per la finalissima di Coppa Italia. Due filosofie di gioco agli antipodi, guidate dallo scafato Maurizio Sarri e dal brillante Raffaele Palladino, pronti a studiarsi e a misurare le reciproche ambizioni. Chi vince oggi non incamera solo tre punti d'oro per la rincorsa continentale, ma infligge un colpo psicologico fondamentale in vista delle fiammanti battaglie di coppa.

L'ULTIMA SPIAGGIA BIANCOCELESTE - Per i padroni di casa, il match odierno ha i contorni del dentro o fuori. Distanti sei lunghezze dalla truppa orobica, i capitolini sanno che solo una vittoria può riaccendere la speranza di agganciare il treno per l'Europa. Una missione che sembrava utopia fino a poche settimane fa, prima che una mini-striscia positiva (successo col Genoa, beffa sfiorata contro la Juventus a Torino e il blitz ai rigori a Bologna) restituisse ossigeno e un briciolo di autostima a un ambiente depresso. Sarri, che ha da tempo incoronato l'avversario odierno come il miglior tecnico della nuova generazione, dovrebbe confermare a grandi linee l'undici corsaro del Dall'Ara. Le uniche variazioni si concentrano in regia, con Cataldi preferito a Rovella, e nel tridente, dove Noslin rileverà l'infortunato Pedro. L'osservato speciale sarà però Daniel Maldini: l'ex di turno, a secco dall'ultimo turno dello scorso torneo ma andato a un passo dalla rete in coppa, cerca la più classica delle rivincite sportive proprio contro il suo passato.

IL REBUS SULLA TREQUARTI - Sulla sponda nerazzurra l'umore oscilla tra l'esaltazione per un inizio di 2026 immacolato in Serie A (cinque vittorie e due pareggi) e la doccia fredda per la tegola caduta su Charles De Ketelaere. L'operazione al menisco priverà la Dea della sua luce offensiva per almeno un mese, ma non deve intaccare l'entusiasmo di un gruppo solido. Le alternative per ridisegnare i meccanismi sulla trequarti non mancano e testimoniano l'assoluta profondità dell'organico. Lazar Samardzic, già testato dal primo minuto lunedì contro la Cremonese, appare la soluzione più naturale per garantire fantasia tra le linee, avendo inoltre beneficiato di un paio di giorni di riposo. Resta tuttavia da capire come il tecnico campano vorrà gestire l'abbondanza: in rampa di lancio c'è Giacomo Raspadori, reduce dagli straordinari tra coppa e campionato ma sempre vitale, così come intriga l'ipotesi Nicola Zalewski in vista dell'imminente notte di Champions a Dortmund. A confortare la panchina c'è comunque il rientro di due pedine inestimabili come Honest Ahanor e Marten de Roon, pronti a riprendersi il posto dopo aver scontato la squalifica.

IL BOMBER DI SCORTA CHE INCANTA - Il vero asso nella manica degli ospiti potrebbe però nascondersi al centro dell'attacco. Gianluca Scamacca ha viaggiato con i compagni alla volta della Capitale, ma i postumi di una fastidiosa contusione all'anca impongono cautela sul suo utilizzo dal fischio d'inizio. Un problema che non toglie il sonno a nessuno, considerando lo stato di grazia dell'alternativa. Definire Nikola Krstovic una semplice riserva è infatti un errore concettuale oltre che statistico. Il montenegrino è il leader tecnico del momento: capocannoniere interno con sette reti, ha trasformato in oro il nuovo anno mettendo a segno ben cinque gol nel solo 2026. Un ritmo indiavolato che in Serie A è condiviso soltanto da Lautaro Martinez. Sarà lui il terminale incaricato di scardinare il muro laziale.

Novanta minuti di pura adrenalina per apparecchiare la tavola di un finale di stagione caldissimo. All'Olimpico non si gioca solo una partita di calcio, si scrivono le gerarchie di una rivalità sportiva destinata a infiammare l'intera primavera. La caccia all'Europa è ufficialmente aperta.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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