C'è chi respira a pieni polmoni ammirando la balistica dei propri giovani talenti e chi, invece, sprofonda in un abisso sportivo che sembra aver inghiottito ogni logica progettuale. La straordinaria prodezza che ha regalato i tre punti alla seconda squadra nerazzurra non rappresenta solo una boccata d'ossigeno vitale in ottica salvezza, ma si è rivelata la miccia decisiva per far esplodere definitivamente la polveriera foggiana. Nel frattempo, i piani alti del Girone C si muovono al rallentatore, in un intreccio di pareggi sofferti, panchine traballanti e tragiche notizie fuori dal campo.

CAPOLAVORO NERAZZURRO - La copertina della giornata spetta di diritto a Panada. Il capitano orobico ha estratto dal cilindro una conclusione magistrale, spedendo la sfera dritta sotto l'incrocio dei pali per espugnare il prato infuocato dello Zaccheria. Per la truppa plasmata da Bocchetti è una vittoria dal peso specifico incalcolabile, un concentrato di cinismo e maturità che infonde fiducia per il prosieguo della complicata corsa alla permanenza in categoria.

POLVERIERA FOGGIA - Quello stesso pallone insaccato in rete ha scatenato il caos totale sulla sponda opposta. L'avventura di Vincenzo Cangelosi sulla panchina dei satanelli si è chiusa alla velocità della luce, durando appena sette giorni. Storico braccio destro di Zeman ed ex guida della Casertana, il tecnico aveva accettato la sfida con entusiasmo, ma si è dovuto arrendere all'evidenza dopo il doppio ko interno con Picerno e Atalanta U23. Un serrato confronto serale tra la dirigenza e lo spogliatoio ha sancito l'inevitabile rottura e le repentine dimissioni.

GIRANDOLA SENZA FINE - La crisi rossonera assume ora contorni drammatici. Spinta all'ultimo posto in classifica dopo cinque sconfitte consecutive, la società si ritrova nell'assurda posizione di dover cercare il quarto allenatore in pochi mesi. Un tritacarne tecnico innescato a ottobre con l'esonero di Delio Rossi, proseguito con il fallimento di Enrico Barilari e culminato con la fugace apparizione dell'ultimo mister. Riprendere il filo della stagione sembra oggi una missione ai limiti dell'impossibile.

LA CAPOLISTA FRENA MA RIDE - Risalendo le gerarchie del raggruppamento, il vertice resta tinto di giallorosso. Il Benevento ha impattato al Vigorito contro un roccioso Latina, bestia nera che già all'andata aveva sgambettato la capolista. Dopo il vantaggio laziale fulmineo firmato da Parigi, i padroni di casa si sono affidati al peso offensivo di Tumminello: prima i legni gli hanno negato il gol, poi nella ripresa ha trovato il nono sigillo personale rimettendo le cose a posto. Nel finale, su invenzione di Mignani, il centravanti ha fallito la chance del sorpasso, ma il mezzo passo falso interno si rivela del tutto indolore.

INSEGUITRICI AL PALO - Il margine dei campani, infatti, resta di totale sicurezza, complici gli inciampi di chi sta dietro - fa il punto La Gazzetta dello Sport -. La Salernitana non va oltre il pareggio con la Cavese, un risultato scialbo che fa tremare vistosamente la panchina di Raffaele. Non ne approfitta nemmeno il Catania, fermato sul pari dal Siracusa e capace di racimolare la miseria di due punti nelle ultime tre uscite. Una giornata resa oltremodo triste per il popolo etneo dalla tragica e prematura scomparsa dell'ex allenatore Orazio Russo, venuto a mancare a soli 52 anni.

Il Girone C si conferma così uno scacchiere spietato e imprevedibile, dove la magia balistica di un giovane talento può ribaltare le sorti di piazze storiche e dove la vetta, pur inciampando, rimane feudo esclusivo di chi sa resistere alle intemperie.

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Sezione: Serie C / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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