L'atmosfera che avvolge lo stadio della Capitale è gelida, svuotata dalla passione di una tifoseria in aperta contestazione con la propria dirigenza. Eppure, nel ventre dell'Olimpico, l'Atalanta ribolle di determinazione. A farsi portavoce del gruppo, pochi istanti prima del fischio d'inizio, è Davide Zappacosta. L'esterno nerazzurro, dall'alto della sua esperienza, traccia la rotta ai microfoni di DAZN, mettendo in guardia i compagni dalle insidie psicologiche di un match che si preannuncia tanto atipico sugli spalti quanto fondamentale sul rettangolo verde.

CLIMA SURREALE - La cornice di un impianto semi-deserto rappresenta storicamente una trappola emotiva, capace di abbassare pericolosamente i ritmi e la tensione agonistica. Un rischio che lo spogliatoio orobico non ha alcuna intenzione di correre. «Il vuoto degli spalti non deve minimamente scalfirci», ha tuonato l'esterno azzurro, blindando la mente della squadra. «Il nostro unico pensiero deve essere quello di rimanere focalizzati su noi stessi e sulla prestazione, con l'unico obiettivo di portare a casa i tre punti».

CORSA A OSTACOLI - Il peso specifico dei punti in palio è enorme, soprattutto in una fase della stagione in cui i margini di errore si assottigliano inesorabilmente. La Dea è chiamata a una rincorsa faticosa per riacciuffare le zone nobili della classifica, una situazione che il gruppo ha metabolizzato con grande maturità. «Siamo tornati padroni dei nostri mezzi e abbiamo ritrovato le nostre certezze», ha spiegato il difensore. «Sappiamo di essere in ritardo sulla tabella di marcia, e proprio per questo abbiamo compreso che da qui in avanti ogni singola gara è una finale da non fallire».

IDENTITÀ OFFENSIVA - Rincorrere, però, non significa farsi prendere dalla frenesia o rinnegare i propri principi tattici. La richiesta dell'allenatore è chiara e sposa perfettamente l'indole di una rosa costruita per dominare l'avversario. «Il mister esige da noi un calcio propositivo e coraggioso, ed è una filosofia a cui questo gruppo è abituato da tempo», ha sottolineato il veterano nerazzurro. L'intenzione è quella di imporre il proprio ritmo alla Lazio, aggredendo la partita fin dai primi minuti: «Sappiamo bene che ogni gara nasconde delle trappole inaspettate, ma la nostra volontà è ferrea: non vogliamo e non dobbiamo assolutamente snaturarci».

Una dichiarazione di intenti che non ammette repliche. La corazzata bergamasca si appresta a varcare la linea laterale con la freddezza dei grandi team: indifferente al caos esterno, aggrappata al proprio gioco e famelica di vittorie.

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Sezione: Interviste / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 17:36
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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