Dalla panchina al campo in un batter d'occhio, con la freddezza di chi aspettava solo il momento giusto. Lazar Samardzic si è preso l'Atalanta quasi per caso, complice il forfait nel riscaldamento di Charles De Ketelaere, ma ha risposto presente nella sua prima vera occasione da titolare sotto la gestione Palladino. Ai microfoni di Sky Sport, il centrocampista serbo ha analizzato con lucidità una vittoria sofferta e ha spazzato via le nubi che si erano addensate sul suo futuro durante la finestra invernale.

PRONTO ALL'USO – Il calcio è fatto di attimi e bisogna saperli cogliere. Il numero 24 nerazzurro non nasconde la sorpresa dell'ultimo minuto: «Non dovevo giocare, poi De Ketelaere si è fatto male», ha confessato candidamente. Nessun timore, però, solo la voglia di dimostrare: «Ero pronto. Abbiamo fatto una buona prestazione, anche se dovevamo chiuderla prima». Una dichiarazione che sottolinea la mentalità di un giocatore che, pur partendo dietro nelle gerarchie iniziali, non ha mai staccato la spina.

BRIVIDI E SPRECHI – L'analisi del match si sposta poi sulle difficoltà di gestione del risultato. L'Atalanta produce mole di gioco, ma capitalizza meno del dovuto, lasciando aperte partite che dovrebbero essere in ghiaccio. «Sì, Djimsiti aveva segnato ma era fuorigioco», ricorda Samardzic, puntando il dito sul finale incandescente. L'ingresso del gigante avversario ha creato scompiglio: «Abbiamo rischiato veramente, hanno messo Djuric che di testa è molto bravo. Alla fine la partita è sempre sporca, ma siamo contenti di aver vinto». Tre punti sporchi, ma pesantissimi per la classifica.

RETROSCENA DI GENNAIO – Il tema più caldo, però, riguarda il mercato appena concluso. Le voci di un addio sono state insistenti, ma Samardzic sgombra il campo da ogni dubbio sulla sua volontà, pur lasciando intendere come le dinamiche societarie siano complesse. «Il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al 100%, ma il resto lo fanno il mio agente e l’Atalanta», ha spiegato il trequartista, ribadendo poi la sua fedeltà alla causa: «Io non ho mai pensato di andare via, sono contento di essere rimasto qui».

ABBONDANZA E GERARCHIE – Infine, uno sguardo al dualismo tattico con De Ketelaere. Possono coesistere due mancini di tale classe? Per Lazar la risposta è affermativa, in un contesto di sana competizione interna. «Sì, tutti possiamo giocare davanti insieme. Siamo tutti forti e vogliamo giocare, poi decide il mister chi parte e chi entra». La filosofia è chiara e sposa in pieno il credo di Palladino: «Chi subentra deve aiutare l’Atalanta, questo è il calcio». E con questa mentalità, la scalata alla classifica («Vogliamo andare in alto») sembra un po' più vicina.

ATALANTA-CREMONESE 2-1 (p.t. 2-0)
13’ Krstovic (A), 25’ Zappacosta (A), 90'+4' Thorsby (C)

© Riproduzione Riservata

Sezione: Interviste / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 21:07
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print