Uscire dalla New Balance Arena senza punti ma con la certezza di aver fatto tremare una delle big del campionato. È questo il sentimento che Davide Nicola porta via da Bergamo dopo il 2-1 subito dall'Atalanta. Il tecnico della Cremonese, intervenuto ai microfoni di DAZN, non cerca alibi per una classifica che piange (ferma a quota 23), ma individua nella rabbiosa reazione della ripresa la scintilla per accendere la corsa salvezza. Tra nuovi acquisti che incidono e un tabù offensivo finalmente sfatato, l'analisi del mister è lucida e guarda al futuro.
DUE VOLTI – La partita dei grigiorossi è stata una moneta a due facce. Timida e impacciata nel primo tempo, coraggiosa e sfrontata nel secondo. Nicola non si nasconde: «Dobbiamo ripartire dallo spirito mostrato nella ripresa, dove siamo scesi in campo con tutt'altra convinzione». Se i primi 45 minuti sono stati condizionati da errori nelle scalate e un baricentro troppo basso, la svolta è arrivata accettando il rischio: «Abbiamo scelto di accettare i duelli uno contro uno, anche contro attaccanti veloci e qualitativi come quelli dell'Atalanta. È un rischio calcolato, ma necessario per essere pericolosi davanti».
TABÙ SFATATO – C'è un dato che, al di là della sconfitta, fa sorridere l'ambiente cremonese: la fine di un incubo offensivo. Il gol di Thorsby ha interrotto un digiuno che durava da oltre 500 minuti. «Tornare a segnare, specialmente contro la quinta difesa del campionato e in uno stadio difficile come questo, è un segnale fondamentale», ha sottolineato l'allenatore. Non solo la rete, ma anche le occasioni create con Djuric e lo stesso centrocampista norvegese dimostrano che la squadra è viva: «Potevamo riaprire la partita anche prima, la produzione offensiva c'è stata».
L'IMPATTO DEI NUOVI – Il mercato di gennaio sembra aver consegnato a Nicola le armi giuste per la battaglia. L'ingresso di Djuric ha fornito quel punto di riferimento fisico per le seconde palle che mancava, mentre Thorsby e Maleh hanno garantito sostanza. «I nuovi, compreso Luperto, hanno già capito lo spirito che ci serve», spiega il tecnico. La strategia è chiara: sfruttare la fisicità per portare più uomini in area avversaria, anche a costo di lasciare qualche spazio in campo aperto. «L'ingresso di Payero ci ha dato strappi, Djuric lo sbocco aereo: nel secondo tempo ho visto cose molto positive».
ORGOGLIO E FUTURO – L'immagine finale, con la squadra sotto la curva a ricevere gli applausi nonostante il ko, è la fotografia da cui ripartire. Nicola è convinto che la salvezza passi da prestazioni come quella del secondo tempo di Bergamo: «Non è facile fare punti contro realtà così forti, ma noi abbiamo dimostrato di esserci. Se lo spirito rimarrà questo, integrando chi rientra dagli infortuni, sono sicuro che torneremo a muovere la classifica. I 22 punti fatti prima ce li siamo meritati, ora dobbiamo tornare a correre».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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