Il tema del professionismo arbitrale torna prepotentemente d'attualità. Dopo le parole forti di Luciano Spalletti al termine di Juventus-Lazio («Gli unici non professionisti in campo sono loro, serve una riforma»), l'Associazione Italiana Arbitri non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale e le parole del vicepresidente Francesco Massini, l'AIA ha chiarito la sua posizione, aprendo di fatto a una svolta che potrebbe cambiare gli equilibri del calcio italiano.

APERTURA CONDIZIONATA - L'AIA sottolinea di non essere mai stata contraria al passaggio al professionismo per i fischietti di vertice. «Il Presidente Zappi e il Comitato Nazionale avevano già affermato la propria apertura sin da settembre», si legge nella nota. La condizione imprescindibile, tuttavia, è che il rafforzamento delle tutele economiche e professionali «non pregiudichi la salvaguardia dell’autonomia tecnica dell’AIA». Un messaggio chiaro alla FIGC e alle Leghe: sì al dialogo per una riforma sostenibile, no a ingerenze sulle designazioni o sulla gestione tecnica.

NON BASTA LO STATUS - Massini però avverte: cambiare lo status giuridico non è la bacchetta magica per eliminare gli errori o alzare il livello. Il vero nodo resta la formazione alla base. «Arbitri di qualità in Serie A saranno possibili solo se il calcio saprà investire nella formazione arbitrale dei giovani in Serie C e in Serie D», prosegue il comunicato. L'obiettivo dichiarato è formare direttori di gara dotati di «autorevolezza, carisma e forte personalità», capaci di decidere con indipendenza senza risultare subordinati alla pressione degli strumenti tecnologici (VAR).

L'ACCUSA DI SPALLETTI - Tutto nasce dallo sfogo del tecnico bianconero, che aveva definito gli arbitri «gli unici precari intorno allo stadio». Spalletti aveva evidenziato lo squilibrio tra i 22 giocatori professionisti e il direttore di gara, costretto a vivere nell'incertezza sul proprio futuro lavorativo anno dopo anno. Una precarietà che, secondo l'allenatore, inciderebbe sulla serenità di giudizio. Ora la palla passa alla politica del pallone: la riforma sembra davvero non più rinviabile.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 17:13
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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