Quando il calcio di provincia si veste da sera per il Monday Night, la storia diventa improvvisamente protagonista, quasi quanto gli uomini che scenderanno in campo. Atalanta e Cremonese si ritrovano di fronte in un derby lombardo che profuma di amarcord e di statistiche impietose, un incrocio dove il passato pesa come un macigno sulle spalle degli ospiti. Se il presente racconta di divari tecnici evidenti tra una squadra da Champions e una che lotta per la sopravvivenza, gli almanacchi ci consegnano un dominio nerazzurro che dura da oltre tre decenni, trasformando questa sfida in una sorta di missione impossibile per i grigiorossi. Ma tra le pieghe dei numeri, si nasconde qualche insidia che Raffaele Palladino farà bene a non sottovalutare.
UN DOMINIO LUNGO UNA VITA – Per ritrovare l'ultima volta che la Cremonese ha potuto festeggiare i tre punti contro la Dea nel massimo campionato, bisogna riavvolgere il nastro fino a un'altra era geologica del pallone. Era il 6 febbraio 1994: allo Zini finì 2-0 per i padroni di casa, complice un'autorete dello sfortunato Paolo Montero e un sigillo di Ricky Maspero. Da quel giorno, il buio totale per i colori grigiorossi. Sono passati esattamente 32 anni e l'Atalanta ha eretto un muro invalicabile: considerando tutte le competizioni (Serie A, B e Coppa Italia) dal 1995/96 in poi, il bilancio è una sentenza senza appello, con 10 vittorie nerazzurre, 5 pareggi e nessuna sconfitta. Una striscia di imbattibilità che è diventata una tradizione.
IL FORTINO DI BERGAMO E L'INCUBO DELL'1-1 – Se restringiamo il campo visivo alle sole sfide giocate all'ombra delle Mura Venete in Serie A - argomenta i numeri L'Eco di Bergamo -, il dato si fa ancora più netto: la Cremonese non ha mai vinto. Mai. Il bilancio casalingo recita 2 successi atalantini e 4 pareggi su 6 confronti. Ma attenzione, perché qui si annida il paradosso statistico: l'ultima vittoria casalinga dell'Atalanta in A contro i "cugini" è datata addirittura 17 settembre 1989 (2-0, gol di Madonna e Bortolazzi). Da allora, nella massima serie, a Bergamo ha regnato spesso l'equilibrio, con il risultato di 1-1 che si è verificato con una frequenza quasi inquietante (ben 6 volte su 13 incroci totali in A). Un avvertimento chiaro: guai a dare il risultato per scontato.
L'UNICA MACCHIA IN CADETTERIA – Per i tifosi grigiorossi più nostalgici, l'unico vero appiglio di gioia pura allo stadio di Bergamo risale al purgatorio della Serie B. Bisogna tornare al 22 maggio 1988 per vedere la Cremonese espugnare il campo nerazzurro con un perentorio 3-0 firmato da Nicoletti, Avanzi e Citterio. Un exploit isolato in una storia che, dal 1930 ad oggi, ha visto l'Atalanta sorridere 20 volte su 44 incontri totali, lasciando le briciole (9 vittorie) ai rivali. Stasera la storia chiama: c'è un tabù casalingo in A da sfatare che dura dall'89 e una supremazia territoriale da ribadire con forza.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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